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Sono sacerdote, amo la mia tonaca ed ecco perché la uso tutti i giorni

KSIĄDZ W SUTANNIE

tomeqs | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 06/02/20

di padre Juan Carlos Vásconez

Da quando sono stato ordinato sacerdote ho usato regolarmente la tonaca. A volte, soprattutto in occasione dei viaggi, indosso anche il clergyman. Ho sempre pensato che sia il mio strumento di lavoro, il mio modo di manifestare la mia condizione sacerdotale, e a volte anche di predicare senza parlare.

Lo stesso Papa Francesco ha dichiarato in un’intervista che ci sono sacerdoti e perfino vescovi che girano con la tonaca ma vivono in una “grande ipocrisia”, perché in fondo hanno un cuore mondano, mentre altri vestono semplicemente, anche senza abiti clericali, e hanno un grande amore per Gesù. Per il Pontefice, il segno fa senz’altro bene, ma non bisogna aggrapparcisi.

Il cuore in Cristo

Partiamo da un punto fondamentale: l’importante è avere il cuore riposto in Cristo, non nel mondo. Che poi ogni sacerdote faccia ciò che vuole e che ritiene sia meglio mi sembra ottimo, ma posso anche dire che a me piace usare la tonaca.

Scrivo questo post nel caso in cui qualcuno volesse sentire qualche altra ragione. Per prima cosa elenco i motivi umani che mi portano a usare la tonaca: anche se sembra strano è comoda! Non si deve pensare molto a cosa indossare (ho due tonache nere e due bianche per gli ambienti caldi), ed è il modo più rapido di vestirsi, basta un minuto!

Ma ci sono anche altre ragioni, più di tipo personale o psicologico. Quando ci si veste da sacerdote, si ricorda costantemente a se stessi chi si è. A me serve molto! Quando mi trovo davanti a uno specchio o in una foto e mi vedo in abito ecclesiastico penso “Sono di Dio”.

Mi ricorda ciò che sono, la mia vocazione, e ricorda anche al mondo l’esistenza di Dio. Fa bene ai credenti, che si rallegrano di vedere dei sacerdoti per strada e pregano anche per noi!

Un po’ di storia

Sì, sappiamo che nei primi secoli la tonaca non si usava. Alcuni storici sostengono che sia stata istituita da alcune Chiese locali alla fine del V secolo per dare ai loro sacerdoti un modo di vestire serio, semplice e austero.

Le testimonianze scritte dell’VIII secolo mostrano che l’uso dell’abito clericale è diventato a poco a poco obbligatorio. Anche se sembra divertente, all’inizio i colori non erano unificati. Il nero è stato quello che ha prevalso alla fine per un motivo essenziale: si tratta di un colore solenne.

In seguito sono stati dati sensi simbolici a questo colore, come quello della morte al mondo, ma il motivo per cui ha prevalso è che si tratta di un colore che esprime serietà, solennità. È curioso che il collarino si sia formato come un oggetto a parte, per una ragione molto semplice: era molto più facile lavare la parte del collo se era un pezzo indipendente.

In altre epoche, le camicie non venivano lavate ogni giorno, perché un chierico umile ne possedeva poche. Un povero parroco del XVII secolo poteva avere quattro camicie e un’unica tonaca. Se doveva lavare solo il collo era tutto più facile.

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Tags:
sacerdote
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