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La fake news sul Papa che giustifica le unioni civili

POPE FRANCIS AUDIENCE
Antoine Mekary | ALETEIA | I.Media
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E’ circolata su due portali cattolici americani una presunta dichiarazione attribuita a Francesco durante la visita ad limina dei vescovi americani. Una bufala priva di fondamento. Vi spieghiamo perché

Papa Francesco avrebbe giustificato le unioni civili. L’arcivescovo Salvatore Cordileone di San Francisco ha detto a LifeSiteNews che durante la visita ad limina dei vescovi degli Stati Unici, datata 27 gennaio, il Papa si sarebbe espresso così: «Le unioni civili tra due persone dello stesso sesso non possono mai essere matrimonio. Fintanto che questo viene rispettato, le unioni civili che danno accesso a benefici governativi possono essere accettabili».

DSF
L'arcivescovo Cordileone

Nel riferire dell’incontro dei vescovi americani con il Papa della scorsa settimana, il Catholic News Service (CNS) ha menzionato che il Santo Padre ha parlato della cura pastorale per gli omosessuali. Ha poi citato l’Arcivescovo Cordileone riguardo a ciò che Papa Francesco aveva detto sugli omosessuali, parafrasando a un certo punto l’Arcivescovo in modo impreciso. [Ecco quanto riportato da CNS]:

«Ha fatto importanti distinzioni tra l’orientamento (sessuale) e la questione del matrimonio», per esempio dicendo che era importante assicurare alle coppie gay l’accesso ai benefici pubblici, ma insistendo sul fatto che le coppie gay non possono sposarsi, l’Arcivescovo ha detto.

Cordileone ha poi chiarito in una successiva dichiarazione a LifeSiteNews che il Papa non ha parlato dell’importanza di «garantire» alle coppie omosessuali l’accesso ai benefici pubblici durante le discussioni. Papa Francesco «non ha ‘approvato’ questo», ha detto l’arcivescovo.

Una notizia dunque, priva di fondamento e lontana dal pensiero che Francesco ha espresso sin da quando era vescovo di Buenos Aires, e poi da pontefice.

Azione illegale dello Stato

Su questo argomento il Papa, d’altro canto, è stato sempre molto chiaro e non si capisce perché a Cordileone avrebbe dovuto dire il contrario di quanto ha sempre sostenuto, come si può leggere in questa ricostruzione del sito Unione Cristiani Cattolici Razionali, con i principali interventi del pontefice sul tema delle unioni civili.

BERGOGLIO
DAMIAN DOPACIO | AFP
Bergoglio, quando era cardinale a Buenos Aires

Il 21 aprile 2010, da arcivescovo di Buenos Aires e presidente della Conferenza Episcopale Argentina, Bergoglio tentò di fare appello contro la legge sul matrimonio omosessuale ed emanò un comunicato con scritto: «Spetta all’autorità pubblica tutelare il matrimonio tra un uomo e una donna attraverso il riconoscimento normativo, per assicurare e favorire la sua insostituibile funzione e il suo contributo al bene comune della società. Qualora si attribuisse un riconoscimento legale all’unione tra persone dello stesso sesso, o le si garantisse uno status giuridico analogo al matrimonio e alla famiglia, lo Stato agirebbe illegittimamente e si porrebbe in contraddizione con i propri obblighi istituzionali, alterando i principi della legge naturale e dell’ordinamento pubblico della società argentina».

Maturità affettiva solo con papà e mamma

Il 5 marzo 2014 Papa Francesco ha concesso un’intervista al Corriere della Sera: «Il matrimonio è fra un uomo e una donna. Gli Stati laici vogliono giustificare le unioni civili per regolare diverse situazioni di convivenza, spinti dall’esigenza di regolare aspetti economici fra le persone, come ad esempio assicurare l’assistenza sanitaria. Si tratta di patti di convivenza di varia natura, di cui non saprei elencare le diverse forme. Bisogna vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà».

L’11 aprile 2014, incontrando la delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia (BICE), il Papa ha detto: «In positivo, occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva».

Obiezioni di coscienza sulle unioni civili

Il 27 settembre 2015 durante un’intervista nella sua visita negli Stati Uniti, Papa Francesco ha risposto ad una domanda sui funzionari che non voglio rilasciare licenze matrimoniali per le coppie dello stesso sesso: «l’obiezione di coscienza è un diritto ed entra in ogni diritto umano. E’ un diritto, e se una persona non permette di esercitare l’obiezione di coscienza, nega un diritto. In ogni struttura giudiziaria deve entrare l’obiezione di coscienza, perché è un diritto, un diritto umano.

Il 22 gennaio 2016 Papa Francesco, incontrando i giudici del Tribunale della Rota Romana, pochi giorni prima del Family Day e della discussione del ddl Cirinnà sulle unioni civili al Senato, ha affermato: «Il recente Sinodo sulla Famiglia ha «indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione. La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità».

POPE FRANCIS
Antoine Mekary | Aleteia

L’unica fecondità possibile

Il 19 marzo 2016 nell’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia, il pontefice ha scritto:

«Nessuno può pensare che indebolire la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giova alla società (…) Non si avverte più con chiarezza che solo l’unione esclusiva e indissolubile tra un uomo e una donna svolge una funzione sociale piena, essendo un impegno stabile e rendendo possibile la fecondità. Dobbiamo riconoscere la grande varietà di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita, ma le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio. Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita ci assicura il futuro della società.

Il “si” a Dio

Il 25 marzo 2017 Papa Francesco, poche ore dopo le accuse del Comitato dei diritti umani dell’Onu all’Italia per i troppi medici obiettori e per il divieto di adozione alle coppie dello stesso sesso, ha scritto:

«La famiglia continua ad essere buona notizia per il mondo di oggi? Io sono certo di sì! E questo “sì” è saldamente fondato sul disegno di Dio. L’amore di Dio è il suo “sì” a tutta la creazione e al cuore di essa, che è l’uomo. È il “sì” di Dio all’unione tra l’uomo e la donna, in apertura e servizio alla vita in tutte le sue fasi».

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