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3 paure che tutti abbiamo nel cuore e che Dio può aiutarci a vincere

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Photo by Elijah O'Donnell on Unsplash

Catholic Link - pubblicato il 04/02/20

di Leonor Gómez Recio

Le paure ci accompagnano sempre, ma ogni nuovo anno è un dono; ogni mese, ogni settimana, ogni giorno, è una nuova opportunità. Voglio vivere tutto al massimo ed essere felice! Per questo, offro quest’anno a Dio come se fosse un quaderno in bianco, perché Lui sia l’autore di una storia di vita e d’amore, e io la matita di cui si servirà come strumento.

Tra tanti propositi, idee, sogni e mete da raggiungere, emergono alcune paure. Per questo voglio parlare di tre timori con cui vi identificherete sicuramente. L’aspetto positivo di tutto questo è che non importa quanto siano grandi le nostre paure – Dio è sempre con noi e ci aiuta a vincerle!

1. Paura dell’ignoto

Ogni persona vuole vivere, amare ed essere amata, essere felice. A volte, però, ci aggrappiamo a un lavoro o a una relazione che non ci rende felici. Anche dove ci troviamo a nostro agio ci sono delle cose che ci rubano la luce che portiamo dentro, per la paura del vuoto che si aprirà quando faremo il salto per ricominciare.

Grazie alla fede che ci ha trasmesso Gesù (insegnandoci che Dio, amore e Padre, ci ama e si prende cura di noi), quel vuoto si riempie con il tutto della sua presenza divina. E questa presenza d’amore, all’interno del nostro cuore, è la luce che ci guida.

Quest’anno voglio camminare seguendo quella luce, senza la paura dell’ignoto. E se in qualche momento mi raggiungerà l’oscurità, accenderò la lanterna della fede che Dio mi ha regalato per guidarmi. “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8, 12).

2. Paura del fallimento

Cos’è il successo? Un risultato favorevole. E il fallimento? Un risultato indesiderato. Il successo e il fallimento sono quindi soggettivi, dipendono da quello che ogni persona considera felicità o insuccessi. Se dopo vari anni in cui si svolge un certo lavoro o si vive un fidanzamento si raggiunge una promozione o ci si sposa, diremo di aver raggiunto quello che volevamo. Realizzare questo desiderio ci rende felici.

In caso contrario, anche se agli occhi della società si è compiuto un progresso a livello professionale o personale, la stessa situazione sarà un fallimento. Se non amo quello che sono e non sono felice, se non amo e non sono capace di rendere felice il mio partner, fallirò. Da ciò deriva l’importanza di scoprire i veri desideri che Dio ha posto nel mio cuore perché io sia felice e lo possa seguire.

Poi bisogna mettersi all’opera, perché diventino realtà, godendosi il percorso e confidando nel risultato, perché “a Dio tutto è possibile” (Mt 19,26).

3. Paura di quello che diranno gli altri

Se prendiamo le nostre decisioni in base a quello che ci si aspetta da noi o dall’approvazione esterna, finiremo per essere persone insicure e indecise, semplicemente non saremo noi stessi.

Le persone, in base al loro modo di vedere le cose, dicono alcune “a” e altre “b”. Lo diceva già Gesù sulla sua generazione: “È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere” (Mt 11, 18-19).

Voglio decidere in base a quello che Dio mi ha detto che è vero, attraverso suo figlio Gesù che è la sua Parola e a imitazione di nostra Madre, la Vergine Maria. Chiederò consiglio se è necessario, ma deciderò fidandomi del mio intuito ed essendo responsabile della mia decisione. “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 31-32).

La paura di quello che diranno gli altri può intimidirci, ma se procediamo mano nella mano con Dio, cosa non potremo fare o raggiungere?

Ali che ci spingono sempre a vincere le paure

Fiducia in Dio, in me e nelle persone. E molto amore. Se Dio è il nostro Creatore, è anche capace di creare il miglior progetto personale o professionale per noi. Dio è il nostro Creatore, nostro Padre, colui che ci conosce meglio di tutti, e sa meglio di chiunque altro cosa ci renderà felici (quale vocazione, quale persona, quale lavoro…).

Noi che lo sappiamo vogliamo innanzitutto fare la volontà di Dio, e prima di decidere preghiamo dicendo: “Cosa vuoi da me? Dove mi sogni? Si compia in me secondo la tua Parola”. Vogliamo vivere il sogno d’amore che Dio ha seminato nel nostro cuore.

Quel seme è qualsiasi vero anelito che suscita vita dentro di noi. Quell’anelito è una conferma del fatto che diventerà realtà se metterò in atto i mezzi: se voglio e credo. Dio ha scritto una storia d’amore per ciascuno di noi, ma allo stesso tempo ci ha resi liberi di renderla realtà.

Per questo bisogna irrigare questo seme con la nostra fede in Lui, e con la fiducia in me e nel prossimo, in cui Egli vive, e abbandonarci al suo amore. La consapevolezza di sapersi figli di Dio è il “click” che trasforma il nostro cuore ansioso per il futuro nel cuore semplice ed entusiasta di un bambino a cui il padre ha promesso un regalo.

Quel bambino è disposto a fare qualsiasi cosa e ad andare ovunque il padre lo mandi, sapendo che tutto andrà bene e che i suoi sforzi si vedranno ampiamente ricompensati. “Chi crede nel Figlio ha la vita eterna” (Giovanni 3, 36). Non fatevi fermare dalle vostre paure, non vi impediscano di arrivare dove volete, non siano più grandi di voi. Abbiate fiducia!

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

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