Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

È pettegolezzo quando si parla degli altri con il coniuge?

ROZWÓJ MAŁŻEŃSTWA
Shutterstock
Condividi

Il “dottore angelico” ha consigli utili per parlare degli altri senza cadere nel peccato della diffamazione

“Le grandi menti discutono le idee; le menti medie discutono gli eventi; le menti piccole discutono le persone”, diceva Eleanor Roosevelt, ex first lady degli Stati Uniti. Può sembrare duro per chi ama il pettegolezzo, ma è una giusta osservazione; il pettegolezzo sfocia spesso nella denigrazione o nella critica. E quello che accade privatamente tra i coniugi? Le discussioni sugli altri tra marito e moglie sono pettegolezzo o solo condivisione?

Si potrebbe pensare che una conversazione privata tra coniugi con un tono misericordioso e privo di giudizio vada bene, ma non è così semplice. San Tommaso d’Aquino, nella sua Summa Theologiae, ha distinto vari criteri per i quali non è giustificabile parlare degli altri.

In buona coscienza, a volte capita di parlare degli altri – delle loro difficoltà o dei loro difetti – perché ci hanno fatto male o hanno avuto un impatto negativo su di noi. Troviamo nel nostro coniuge un orecchio attento per questa emozione che fluisce. È pettegolezzo? Allo stesso modo, confidare il segreto di un amico al proprio coniuge equivale a un tradimento? Come si può distinguere tra “notizie” e pettegolezzo dannoso?

Il pettegolezzo – o peccato della detrazione, per usare le parole di San Tommaso d’Aquino – consiste nell’indebolire la reputazione di qualcuno: la detrazione è “una denigrazione della fama altrui con parole dette di nascosto”. Ciò può accadere in quattro modi: “primo, attribuendo al prossimo cose false; secondo, esagerandone la colpa; terzo, rivelandone i segreti; quarto, asserendo che il bene che esso compie è fatto con cattiva intenzione”. In questi casi si è certi di essere coinvolti nel pettegolezzo, anche se una persona parla all’orecchio benevolo e attento del proprio coniuge.

Una questione di intenzione

Secondo San Tommaso, “i peccati di lingua vanno giudicati specialmente osservando l’intenzione di chi parla”. È qui che dobbiamo morderci la lingua prima di parlare. Qual è la nostra vera intenzione quando parliamo di qualcuno? Può esserci un motivo diverso dal volerne indebolire la reputazione: “A volte, però, si dicono parole che sminuiscono la reputazione di una persona senza alcun proposito di questo genere, ma con un altro obiettivo in mente”. In questo caso, ammette il teologo, “non è detrazione, ma si detrae solo materialmente e incidentalmente”.

Se le parole con cui si sminuisce la reputazione degli altri vengono pronunciate per il bene o per necessità, prosegue l’Aquinate, tenendo conto di tutte le circostanze, non c’è peccato e non si può parlare di detrazione. Quali sono le circostanze attenuanti che permettono di parlare della gente senza che questo sia un male? “La prima è che il segreto non venga rivelato a più persone di quanto è necessario; la seconda è che la rivelazione debba produrre un effetto positivo; la terza è che sia fatto con una retta intenzione; la quarta è che sia una questione di fare il bene o evitare un male significativo”.

La responsabilità dell’ascoltatore

San Girolamo ha detto: “Fate attenzione a non infangare la vostra lingua o le vostre orecchie, ovvero non parlate male degli altri e non ascoltate chi lo fa”. San Tommaso aggiunge: “Chiunque ascolti un detrattore che potrebbe fermare, o si diletti delle sue detrazioni, è colpevole del suo stesso crimine”. Porre fine al pettegolezzo diventa così la missione di una coppia, una via per la santificazione. Entrambi i coniugi hanno un ruolo da giocare nel sapere come discernere ciò di cui è bene o no, o è utile o no, parlare.

Nel caso in cui possa essere utile, ecco un consiglio molto concreto di Papa Francesco, che lotta fieramente contro il pettegolezzo: “Un cristiano prima di chiacchierare deve mordersi la lingua”.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni