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Essere fratelli di Cristo non è questione di DNA, ma di dire “eccomi”

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Romolo Tavani|Shutterstock
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Gesù sembra indelicato verso gli amici e sua madre, ma in realtà vuole che li guardiamo dalla giusta prospettiva, di quelli che lo hanno scelto non solo per legami di sangue o affettivi, ma perché hanno detto “sì, eccomi”. Questo possiamo farlo tutti.

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare.
Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

Marco 3,31-35

La scena del Vangelo di oggi ha un impatto traumatico sul nostro immaginario. Infatti quando pensiamo a Cristo sembra quasi inevitabile pensarlo come un concentrato di buonismo e sorrisi a tutti i costi. Il Vangelo ci restituisce invece un’immagine di Lui più realistica. E la pagina del Vangelo di oggi sembra messa lì esattamente per metterci in crisi:

Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano».

Sembra abbastanza ovvio andare incontro alla madre, ai familiari e ai suoi amici. Loro infondo proprio perché “suoi” hanno certamente un posto speciale, una raccomandazione evidente. Ma Gesù risponde in un modo imprevedibile:

Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

Quella che può sembrare una indelicatezza nei confronti della Madonna, e dei suoi amici e familiari in realtà è una messa a fuoco più decisiva del grande tema delle relazioni nate dal Vangelo. Si può essere madre, fratello e sorella di Gesù non per un fatto anagrafico, di dna, o semplicemente per privilegio di circostanze, ma per la libera scelta di “fare la volontà di Dio”. Ovunque c’è un uomo che cerca di ascoltare e mettere in pratica la Parola, lì c’è la stessa postura di Maria, dei santi, di tutti coloro che consideriamo privilegiati rispetto a noi. Gesù non vuole retrocedere sua Madre, ma vuole che la guardiamo dalla prospettiva giusta. Ella è Madre non semplicemente per privilegio di sangue, ma per quello che Ella ha tentato di fare per tutta la sua vita: ascoltare e fare la volontà di Dio. Ciò che rende Maria Madre è il suo Eccomi, prima ancora del suo grembo. Ella non è un vuoto strumento in prestito, ma una libera donna che dice di Si a un progetto che Dio gli mette dinanzi.
#dalvangelodioggi

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