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Da tossicodipendente a “recuperapersone”

EINES
Associació Eines
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Oggi Álex è terapeuta e dirige un centro di assistenza ai tossicodipendenti, per evitare agli altri la sofferenza che ha provato e ha fatto provare

Tre mesi e mezzo di reclusione

Sono stati necessari 4 anni di trattamento, cominciando al centro Hipócrates di Seva. Lontano da tutto. “Sono stato tre mesi e mezzo in reclusione, e ho dovuto imparare a scrivere, a esercitarmi in calligrafia, a leggere ogni giorno, a reimparare tutto. Lo sport mi ha aiutato molto”.

È tornato a casa consapevole della malattia mentale di cui soffriva. “Ho dovuto dedicarmi a capire chi fossi”.

Álex, figlio di un imprenditore, che aveva avuto tutto, doveva comincare da zero, e in più soffriva di una malattia mentale che lo avrebbe minacciato per tutta la vita. Bisogna essere molto forti e coraggiosi per ricostruirsi, e bisogna lasciarsi aiutare e lasciarsi amare: “La chiamata del veterano è importante quando ti viene voglia di bere, ad esempio”.

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La seconda vita di Álex

Il 25 gennaio 2011 Álex è stato dimesso, e da allora “sono un tossicodipendente riabilitato”, dice. Ormai sono passati 9 anni.

Quanto all’amore, non si sentiva degno di essere amato, né di amare nessuno. “Cosa potevo dare a una donna? Che famiglia avrei potuto sostenere?” Si è messo a lavorare come vigilante della mensa in una scuola del suo quartiere di sempre, e lì è apparsa Marta, un’insegnante dei cicli formativi per gli adulti. Si conoscevano già da anni. “Marta ha avuto fiducia in me, e ha rifiutato di prendere in considerazione le mie paure”.

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Álex ha allora deciso di studiare per diventare formatore, e poi ha conseguito un master in Tossicodipendenze e un altro in Psicologia Clinica.

Del suo processo di riabilitazione ricorda una frase che gli è rimasta impressa: “Florensa, usa gli strumenti”. Per questo ha avviato un centro di aiuto ai tossicodipendenti che si chiama Eines, “strumenti” in catalano.

Applica il metodo della terapia cognitivo-condottuale e lo sport per tirar fuori i dipendenti da droghe e alcool (anche questo è una droga). A Eines oggi ci sono 25 pazienti, 10 dei quali frequentano il centro di giorno e vivono nelle rispettive abitazioni.

Eines è accanto al monte di Collserola, e lo sport si può praticare sia nella palestra del centro che all’aria aperta in quell’ambiente naturale a pochi chilometri da Barcellona.

I pazienti frequentano una terapia di gruppo, fanno puzzle, giocano a scacchi, leggono… e sanno di essere assistiti da professionisti e da qualcuno che conosce bene la loro situazione perché l’ha vissuta in prima persona. L’esempio di Álex dà loro la forza per lottare.

Un percorso a piedi con i suoi pazienti

Álex vuole che la sua esperienza di superamento possa dare speranza a persone e famiglie che affrontano la dipendenza. Dal 2018, ogni estate avvia l’esperienza Transeines, con cui per un mese i pazienti percorrono ogni giorno a piedi un tratto della geografia catalana. In molti paesi in cui passano, offre conferenze sulle dipendenze. Ci sono già le date per la Transeines 2020: dal 21 agosto al 21 settembre.

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Per Álex è un modo di contribuire efficacemente alla lotta contro le droghe e l’alcolismo, “senza dimenticare i paesini, dove non ci sono fonti di divertimento e i giovani possono farsi irretire dall’alcool e dal consumo di droghe. L’ho visto vivendo in Francia, e l’ho ben presente”.

La riabilitazione ha restituito la felicità ad Álex, che oggi ha formato una famiglia con Marta e i piccoli Jana e Pedro.

“Sono ricco”, si dice ogni mattina. “Quando esco di casa, quando giro per strada, penso che abbiano abbellito le strade per me”. Essere un “recuperapersone” lo rende felice e realizzato.

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