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Venezuela: una storia di riscatto personale

RUBEN ANTONIO JUAREZ MELENDEZ

Gentileza

Macky Arenas - pubblicato il 25/01/20

La storia continua

Non sono tornati al ponte perché Rubén non voleva portare moglie e figlio lì, ma hanno continuato a dormire in strada, dietro lo stesso ospedale in cui era nato il bambino. Quella stessa notte, un temporale ha messo a rischio la vita del neonato, che si è inzuppato. “Grazie a Dio non è successo niente”, ha riferito Rubén sollevato; “è stato ancora una volta il Nazareno”.

Sono tornati al Guaire perché dove stavano faceva troppo freddo, e almeno nel fiume avevano un piccolo rifugio fatto con due pareti e un tetto, ed era un posto tranquillo. Nessuno scende lì, solo quelli che ogni mattina cercano nel fiume cose di valore. “Era l’unico di avere un tetto su di noi”-

Rubén sapeva che era pericoloso. “Una volta il bambino è caduto da un metro e mezzo di altezza. È successo mentre dormivamo. Sono sceso il più rapidamente possibile. Aveva un livido e si è un po’ ammaccato la testa”.

“Lì è molto scivoloso, e se piove ancor di più. È tutto circondato da grandi tubi che impediscono che il fiume straripi e le acque invadano la città. Per questo non ci bagnavamo neanche noi”; “per prendere il bambino dovevo aggrapparlo al mio corpo. Visto che ero molto debole i pantaloni mi stavano larghi, e quindi me lo mettevo alla vita e lì lo alzavo e lo abbassavo”.

Dopo venti giorni sono andati a mangiare alla chiesa di Maria Ausiliatrice, dove ogni 15 giorni lavoravano facendo quello che veniva proposto loro. Mentre tornavano, a piedi, si sono imbattuti in qualcosa che avrebbe cambiato loro la vita: il Panabús, uno dei veicoli equipaggiati e coordinati da giovani professionisti di vari settori che dedicano parte del loro tempo al servizio sociale e percorrono ogni giorno la città offrendo assistenza a chi vive in strada.

RUBEN ANTONIO JUAREZ MELENDEZ
Gentileza

Da indigente a mediatore

Un mediatore – come chiamano le persone riscattate dalla strada che ora lavorano apportando la propria esperienza per avvicinarsi a chi ne ha bisogno – lo ha invitato a salire a lavarsi, cambiarsi i vestiti e consumare un pasto caldo. “Da tanto non sapevamo più cosa fosse!”

RUBEN ANTONIO JUAREZ MELENDEZ
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Hanno accettato, anche se Rubén diffidava. La sua priorità era proteggere moglie e figlio. Era un’offerta che lo tentava, ma “in strada non si era mai vista una cosa del genere”. L’operazione era agli inizi, era solo il terzo giorno di lavoro del bus. Hanno accettato di salire. I medici a bordo hanno diagnosticato malnutrizione grave e scabbia nel bambino.

Da quel momento la famiglia è stata aiutata. Hanno cercato un luogo in cui potessero dormire, hanno dato loro vestitini e pannolini per il bambino e assistenza medica e cibo. Rubén ha finito per lavorare con la fondazione del Panabús, e oggi è un mediatore.

RUBEN ANTONIO JUAREZ MELENDEZ
Gentileza

Il ragazzo, che conosce la strada meglio di chiunque altro, sale ogni mattina su uno dei bus e avvicina la gente di strada, vede se è in pericolo, se sono persone drogate o armate, le invita a salire e racconta loro la sua storia. Molti si sono ripresi e più di uno lavora con loro.

Col tempo, Rubén è riuscito a comprare un pezzetto di terra dove ha costruito una casetta, umile ma sicura e completa. Lavora ormai da vari anni con il gruppo, è puntuale e responsabile. Oggi è un uomo felice e lavora con entusiasmo, sorride sempre e non si lamenta della vita passata, traendone lezioni da condividere con il prossimo.

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