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Lettera della madre di un militare caduto in servizio

Facebook / 93e RAM

Il maresciallo dei Logis Éloi Fournier è morto il 13 gennaio 2020 dopo essere stato gravemente ferito da una valanga il 2 gennaio, sul massiccio di Belledonne (Alpi francesi).

Domitille Farret d'Astiès - pubblicato il 24/01/20

Il 13 gennaio suo figlio Éloi Fournier – maresciallo dei Logis (93mo reggimento d’artiglieria di montagna) – ha trovato la morte a seguito di una valanga: neanche dieci giorni dopo la madre Laurence si rivolge a lui a mezzo di una toccante lettera aperta. Vi si racconta il dolore di una mamma provata, ma pure la di lei speranza.

«Mio Éloi, mio tesoro, oggi riprendiamo la nostra vita dove l’avevamo lasciata». È con queste parole che Laurence Fournier, madre di Éloi, morto il 13 gennaio 2020, si rivolge al figlio in una lettera aperta diffusa dalla sua pagina Facebook. Il militare ventenne, irreggimentato nel 93mo d’artiglieria montana (RAM), è stato travolto il 2 gennaio da una valanga nel corso di una perlustrazione in sci sul massiccio di Belledonne (Isère) con un amico. È morto qualche giorno dopo, al CHU di Grenoble, per via delle ferite riportate. In questa lettera dove parla di lui, Laurence Fournier verbalizza il suo dolore di madre e i sentimenti che la abitano.

Malgrado l’intensa sofferenza, la lettera è attraversata da una nota di speranza. «La fede mi soccorre: in questo momento, lo esperisco», nota la mamma provata.

Mio tesoro,
oggi riprendiamo la vita dove l’avevamo lasciata dopo il colpo di telefono del tuo superiore, la sera del 2 gennaio, quasi tre settimane fa. Tutto è simile a prima, e tutto è cambiato.

La vita ha un peso, adesso lo so. La vita ha un peso che porterò fino al mio ultimo respiro. Imparerò a conviverci, imparerò a dimenticarlo molte volte al giorno ma so che esso si farà quotidianamente presente a me.

La mancanza ha un volume, adesso lo so. Occupa quasi tutto lo spazio. S’intrufola, invade tutto. È opprimente, soffocante. Il ricordo è un’ustione dolce e insieme intensa, adesso lo so. Brucia, è dolorosa e poi – solo dopo – riscalda e tranquillizza.

L’amore è un fuoco che non si estingue, ora ne sono certa. Brilla e arde dalla vallata fino alla vetta più alta. Si dà, si riceve, si condivide senza fine.

La fede è un riparo, adesso lo vivo.

Ho da parte tua uno zaino pieno di amore da donare. Ne ho uno per ciascuno dei miei figli. Non sono interscambiabili, perché i figli non lo sono. Eccomi adesso con uno zaino da portare che diventerà più pesante nelle vacanze in cui tu non ci sarai, nelle conversazioni telefoniche del fine-settimana che non avverranno più, nei Natali in cui sarai assente, nei regali di compleanno che non ti offriremo più, nelle foto di famiglia in cui non comparirai più, nelle rughe e nella canizie che non ti vedremo mai portare. Sì, certamente il vuoto ha un peso.

Sono triste ma non sono amareggiata, e ancor meno sono in rivolta. «Meglio una vita breve e felice che lunga e noiosa», amavamo ripeterci. Ed eccoci qua. Avrai avuto una vita breve e – penso – felice. Avresti potuto avere una vita lunga e felice… ora hai l’eternità felice e vegli su di noi. Sei il nostro capo-cordata.

La mamma ti ama.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
mamma-figliomorte
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