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Dalla paura alla pace: qualcuno protegge la tua vita

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Gajus - Shutterstock

padre Carlos Padilla - pubblicato il 23/01/20

Hai bisogno di confidare in Dio per confidare in te stesso

Ho un grande desiderio di vivere in pace e con fiducia. È la felicità che il mio cuore desidera. Il sogno di vivere ancorato in un luogo sicuro, un porto stabile, una meta definitiva.

Mi spaventa quella sfiducia strana che mi si annida nel petto. Sorgono i dubbi e le paure, e la pace che credevo tanto sicura scompare immediatamente. Leggevo tempo fa sulla felicità sognata:

“Secondo i mistici, questa ricerca della felicità divina è il grande obiettivo della nostra vita. Per questo scegliamo di nascere, e per questo la sofferenza e il dolore di questa vita valgono la pena, perché ci danno l’opportunità di sperimentare questo amore infinito. E una volta scoperta la nostra divinità interiore, siamo capaci di mantenerla? Se è così, saremo felici”.

Ho bisogno di mantenere Dio in me per non perdere la felicità che desidero. Per vivere con radici profonde. Per avere il cuore in calma, in pace.

La fiducia è per me inafferrabile. Sento di essere stato deluso, o di aver deluso io stesso gli altri, e non credo più a quella fedeltà a prova di tutto.

Sorge la paura. Quella paura profonda e sibillina che mi sconcerta. Mi manca la fiducia per affrontare la vita, per decidermi a fare quello che non so fare. Per avventurarmi in sentieri sconosciuti. Commenta Brian G. Jett:

“Puoi conoscere il grado di fiducia in se stessa della gente ascoltando quello che dice su di sé”.

Cosa dico di me stesso? Chi sono io? Mi conosco o mi temo? Confido nelle mie forze? Conosco le mie debolezze e i miei pericoli? Commentava padre Josef Kentenich:

“Lo so per esperienza: cosa non sarebbe in grado di fare la mia natura se la lasciassi a briglia sciolta, se Dio non la legasse, se Dio non mi desse la sua grazia! Amore nei confronti di Dio e fiducia in Lui”.

Ho bisogno di confidare in Dio per confidare di più in me stesso. Guardo la mia anima inquieta. Non confido. Mi fanno paura le mie passioni, le mie debolezze. Diffido della grazia, del potere di Dio in me.

È come se al momento della verità fossi solo davanti al pericolo. Non posso far nulla. Non viene in mio aiuto colui che mi salva.

Diffido del suo potere infinito e misericordioso. Mi piace controllare tutto. E quando il mio corpo mi tradisce voglio sapere perché, cosa devo fare.

La fiducia piena mi sfugge. È una grazia che sostiene i miei passi. Sono nelle mani di Dio e continuo a trattenere la vita con tutte le mie forze. Lasciar andare mi sembra eccessivo, troppo rischioso. Temo che alla fine della caduta non ci sia nessuno.

Voglio sentire la voce di Dio che sostiene le mie paure. Non è forse lì ad aspettarmi per salvarmi e soccorrermi nel cammino?

È la speranza che mi muove. La certezza che Dio mi ha lasciato sulla pelle di un bambino, di un uomo, di quel Gesù che viene a sostenere la vita degli uomini. La mia vita.

Perché la paura non ponga mai fine alla pace dell’anima. Perché la sfiducia non sia mai più forte dell’amore. Perché non smetta mai di camminare per paura di sbagliare.

Guardo Gesù fiducioso. Voglio che sostenga la mia vita. Sono nelle sue mani di Padre.

È la pace che ho guardando Gesù quando Giovanni lo indica nel Giordano. È l’Agnello che salva la mia vita.

Dov’è che spesso cerco la felicità? Che semina in me dubbi e sfiducia? Come tornare a confidare quando sono stato deluso?

Voglio avere un cuore di bambino che sappia confidare sempre. Al di sopra delle ferite subite. Al di sopra delle paure tanto forti. Al di sopra dei dolori che mi lacerano l’anima e mi inquietano.

Mi aggrappo alla felicità che mi dona Dio dicendomi all’orecchio che mi ama. Sono suo per sempre. Perché ho tanta paura? Gesù è colui che sostiene la mia vita con il suo amore delicato. Confido di nuovo. Sono nelle sue mani.

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