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“Voglio bene al mio fidanzato, ma non sono innamorata”

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Syda Productions - Shutterstock
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Cos’è l’innamoramento?

Nel consultorio, ho sentito più di una volta delle donne ammettere di essersi sposate senza essere davvero innamorate. I motivi:

  • solitudine,
  • paura di rimanere single,
  • desiderio di allontanarsi dalla famiglia d’origine,
  • costume
  • impegno per via di un lungo fidanzamento,
  • pena per un fidanzato disabile,
  • ricatto della propria famiglia o matrimonio di interesse…

C’è stato anche chi mi ha consultata di fronte al dubbio di doversi impegnare o meno, espresso nella frase: “Voglio bene al mio fidanzato, ma non sono innamorata”. Questo dubbio si radica in genere in un senso di colpa e una grande frustrazione, perché innamorarsi è il culmine dell’inclinazione naturale nell’uomo e nella donna a cercare l’unione.

Cosa significa innamorarsi?

Non ci si innamora quando e come si vuole con un atto di libera volontà. Si subisce l’“ebollizione” del proprio corpo come uomo o donna, di cui si incaricano inizialmente i nostri ormoni.

Può esserci un primo approccio di corrispondenza, un “Mi piace, è il mio tipo”, che si basa solo sull’attrazione fisica. Lo sguardo, il tocco delle mani, le labbra, la voce, il calore e la presenza fisica dell’altro ci colpiscono.

Per questo l’intensità dell’innamoramento ha origine nella nostra carne, come manifestazione più primaria della nostra sessualità, e si può quindi ben dire che è quando il cuore vince la partita contro la testa e la ragione si arrende felicemente, mettendo tutte le sue risorse al servizio dei sentimenti del cuore.

È quando appaiono le dinamiche proprie dell’innamoramento:

  • Desiderio intenso di stare sempre insieme.
  • Desiderio che la sublimità di quello che ci è accaduto sia intimità, solo ed esclusivamente nostra
  • che quello che proviamo non passi mai e la nostra unione non ceda di fronte alle difficoltà della vita
  • di essere la versione migliore di se stessi per “essere degni d’amore”
  • sentire l’impulso alla vita, a godere di tutto ciò che ci circonda, in cui tutto acquisisce una luce nuova, una novità che ci trasforma in musicisti e poeti in grado di
  • scoprire il nuovo nel vecchio, con la sublime umanità di cui parla l’espressione “Sono nato il giorno in cui ti ho conosciuto”.

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