Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 17 Maggio |
San Pascual Baylón
home iconCultura
line break icon

L’itinerario spirituale dei Beatles

THE BEATLES

Shutterstock | Michele Paccione

Martín Susnik - pubblicato il 20/01/20

Successi e fallimenti, e qualche riflessione anche per la nostra epoca

È comune che le manifestazioni artistiche siano un riflesso dell’epoca in cui si sviluppano, e se l’opera artistica è rilevante – per la qualità, la creatività o il successo (o tutti e tre i fattori, come in questo caso) – gli artisti saranno non solo il prodotto del loro tempo, ma anche i “gestori” di determinati costumi e di certe cosmovisioni.

I Beatles, forse il gruppo rock di maggior successo nella storia e per molti “la band più grande di tutti i tempi”, hanno entrambe le caratteristiche. I musicisti britannici sono stati frutto e al contempo promotori della controcultura degli anni Sessanta, con le sue inquietudini intellettuali, esistenziali e sociali in tono di rifiuto nei confronti delle risposte tradizionali e con la fiducia nel fatto che la loro ricerca rinnovata avrebbe permesso di avvicinarsi a quel mondo migliore sempre promesso e mai raggiunto.

L’itinerario dell’opera Beatle, dai pezzi più semplici e adolescenziali alle opere più liriche e musicalmente elaborate, come anche la vita personale dei Fabulous Four, ci permette di comprendere questo tentativo, con i suoi successi e i suoi fallimenti, e lascia spazio ad alcune riflessioni valide anche per la nostra epoca.

In questa sede, vorremmo ripercorrere brevemente l’itinerario spirituale dei ragazzi di Liverpool, non solo perché sono stati grandi rock star, ma anche perché sono stati forse le prime stelle di questo tipo che la gioventù dell’epoca ascoltava e seguiva non solo a livello musicale, ma anche di idee e opinioni.

Il più famoso era forse John Lennon, che ha avuto intenzioni sempre maggiori di manifestare e diffondere la propria visione politica, religiosa e filosofica.

Figlio di padre irlandese, con cui aveva perso i contatti in tenera età, frequentava la chiesa di St. Peter a Woolton, caratterizzata da un certo moralismo formalista. Ce lo portava la zia Mimi, che si prendeva cura di lui (la madre era stata uccisa da un guidatore ubriaco), preoccupata per la correzione e la decenza derivanti dal fatto di appartenere alla classe media “religiosa”.

John assisteva agli incontri giovanili della chiesa, anche se le sue ragioni erano più sociali che autenticamente religiose. I sermoni noiosi e dalla scarsa vitalità spirituale gli fecero sperimentare che “in chiesa non accadeva nulla… niente ci toccava”, come ricordava anni dopo.




Leggi anche:
E se i Beatles avessero interpretato Il Signore degli Anelli di Tolkien?

Nell’adolescenza si “convertì” al rock and roll, con una speciale “adorazione” per Elvis Presley. Sguì una reazione di ribellione, anche aggressiva, nei confronti di Cristo e della Chiesa, con atti blasfemi di vario tipo.

Il suo atteggiamento contestatore si attenuò col passare del tempo, e la sua inquietudine religiosa cercò nuove direzioni, interessandosi alla meditazione induista (“La meditazione trascendentale non è opposta ad alcuna religione…”, consolava per lettera una fan cristiana preoccupata), anche se rimase sempre affascinato dal personaggio di Gesù, non concepito però come Dio fatto uomo.

Nel 1968 dichiarò: “Tutti siamo Gesù e tutti siamo Dio. (…) Gesù non era Dio venuto sulla terra più di qualsiasi altra persona, ma un migliore esempio di una brava persona”.

Le sue esperienze con l’LSD lo indussero a una reinterpretazione dell’idea del “regno dentro di te”. Nella sua ricerca sembra essersi inclinato verso un certo sincretismo religioso (“Tutte le religioni sono lo stesso in tutto l’universo”) di taglio immanentista.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
beatlesspiritualità
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
chiara amirante,
Paola Belletti
Perché dobbiamo pregare per la guarigione di Chiara Amirante
2
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle parrocchie
3
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
4
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
5
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
6
Padre Henry Vargas Holguín
Quali peccati un sacerdote “comune” non può perdonare?
7
Padre Maurizio Patriciello
L’amore di un prete per i fratelli omosessuali e le sue pre...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni