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Tu sogni il suo lato B, ma JLo sogna di essere una donna semplice che fa il pane

JENNIFER LOPEZ
Ovidiu Hrubaru | Shutterstock
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In una recente intervista a Vanity Fair Jennifer Lopez ha confessato il desiderio di una vita semplice lontano da Hollywood. L’idea del pane, buttata lì forse spontaneamente, è però sensata: la felicità è una pienezza senza accessori.

L’avevamo lasciata invidiosamente bella e perfetta con il Jungle Dress di Versace, potremmo rivederla a breve con indosso un grembiule infarinato? Forse sì, ma solamente su un set cinematografico. Jennifer Lopez è il sogno americano, in moltissimi sensi. Mi limiterei a tratteggiare quello che la vede come la ragazza portoricana del Bronx che diventa una star internazionale: la versione classica dell’idea made in USA del mettercela tutta, dell’avere un obiettivo grande e del diventare qualcuno … per poi sognare di ritornare a essere una qualunque. La dichiarazione che ha maggiormente catturato l’attenzione dei media nell’ultima intervista (del 14 gennaio) rilasciata da JLo a Vanity Fair America riguarda proprio un suo semplicissimo sogno nel cassetto, dichiara infatti:

Se mi chiedi cosa ci sia sul mio elenco delle cosa da fare prima di morire, dico che vorrei vivere altrove dagli Stati Uniti, in un piccolo paese italiano, o dall’altra parte del mondo, a Bali. Vorrei vivere un’altra vita in cui le cose fossero più semplici e naturali; dove poter andare in bicicletta e comprare il pane, metterlo in borsa, e poi arrivare a casa e spalmarci sopra la marmellata. Fare qualcosa di semplice come mangiare e dipingere, o stare seduta su una sedia a dondolo con una bella vista su un uliveto o un bosco di querce … poter star lì e respirare. Ho questo genere di fantasie. (da Vanity Fair)

Bucolica, ecologica e un po’ country-chic. Ma vaglielo a spiegare che tra Roncobilaccio e Bali ci passa un oceano di senso di realtà! Insomma, è pur sempre il sogno di Jennifer e non le possiamo togliere di colpo tutti i benefits da prima classe in nome di una vita semplice e senza pretese.

Stelle piantate per terra

La mia ironia denota una certa derisione, ma mi ravvedo subito. In fondo credo che l’esternazione passeggera di Jennifer sia assai sincera, anche se velata del tocco naive di chi immagina la vita di paese come una favola di uccellini che cinguettano e fiori che sbocciano. L’intervista si sofferma solo per un istante su questo sogno a occhi aperti, e si ha come l’impressione che una ventata fresca entri in una rumorosa discoteca o che il tempo della narrazione rallenti prima di accellerare senza più fermarsi. Tanto bolle in pentola nella vita di JLo: tra poco si esibirà al Super Bowl, la carriera come cantante e attrice è in crescita, senza trascurare tutto il suo impegno sul lato imprenditoriale. E nella vita privata? Ha tre divorzi alle spalle e due gemelli, un nuovo amore che le ha regalato un anello di fidanzamento dalla cifra esorbitante. Dentro un bancchetto così succulento si può desiderare una semplice pagnotta?

EL ANILLO
Sony Music Entertainment

Direi di sì. Non è poi così assurdo che in un turbinio di vita così eccedente di traguardi, rapporti, relazioni, ambizioni si voglia rimettere a fuoco se stessi in un quadro dallo sfondo bianco, ripulito di accessori, voci, flash. Non è poi così assurdo che la regina dei red carpet desideri di passeggiare con le sneakers in una carreggiata di campagna. Ma non è solo per il motivo ovvio del “si vuole sempre quel che non si ha” e quelli che – apparentemente – hanno tutto alla fine rimpiangono la vita semplice. C’è un sospiro amaro che resta anche se hai una stella con inciso il tuo nome sulla Walk of Fame; quella stella sta piantata per terra, perché in effetti la fama promette molto, ma non è la via al Cielo.

Lievitare, non riempirsi

Immagino che vivere a Bali non sia tutto rose e fiori, se non sei in vacanza in un resort. I panorami mozzafiato non tolgono all’uomo comune un briciolo di fatica; la vita semplice e di paese non è la vita del vacanziero rilassato, ma forse è proprio per questo che può essere ancora più desiderabile. L’idea del pane, che JLo ha buttato lì forse spontaneamente, è proprio sensata. E lo è per tutti noi; non a caso Gesù ci insegnò a chiedere al Padre «il pane quoditiano». Quando lo diciamo non stiamo chiedendo poco, ma tutto.

Ci resta sempre attaccato addosso questo pregiudizio che per essere felici dobbiamo aggiungere. Non a caso il mondo della moda femminile, ma anche maschile, è sempre più generoso di accessori. Come a dire: l’abito – da solo – non fa il monaco, mettici anche una cintura o una spilla gioiello. La stessa Jennifer, però, cantava in uno dei suoi ritornelli più famosi: «Non farti ingannare dai gioielli che indosso, sono sempre la Jenny del quartiere». Quando le molte specie di accessori ci coprono troppo, c’è davvero il rischio di farsi ingannare, di non vedere bene la persona dietro i trucchi. L’idea della lievitazione è fantastica a questo proposito, dimostra ancora una volta il genio cristiano: il pane non cresce grazie agli accessori, ma grazie a qualcosa che fa ingrandire il suo essere. Il lievito si mette dentro, non copre nulla … anzi scopre tutta la potenzialità della pura e semplice farina. Il pane è struccato (si può dire?) eppure è pieno.

Dietro l’immagine di una vita fatta di pane e poco altro può esserci la semplice uscita di una star stanca del turbinio di una vita di copertine e palchi. Ma rimarrà sempre, in un cantuccio, l’eco di una verità decisiva per noi, che nel paese ci abitiano e non stiamo rilassati a fissare lo stormire delle foglie. Ci sudiamo il pane. E Dio si è infilato proprio dentro queste nostre faccende così quotidiane eppure faticose: ci ha detto di chiedergli il pane quotidiano, cioé di mettere un lievito eterno dentro il nostro essere affinché nient’altro che il nostro io possa compiersi.

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