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Il caso della Corea: il Paese dove i cattolici sono aumentati a dismisura

POPE AUDIENCE JUNE 05
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Ecco i numeri della crescita dei credenti, oggi quasi 6 milioni, nel Paese del Sud Est Asiatico

Negli ultimi 20 anni, il numero dei cattolici in Corea del Sud è aumentato in modo costante registrando una crescita del 48,6%. Sebbene negli ultimi tempi il ritmo sia notevolmente rallentato, la comunità è cresciuta dai 3.946.844 fedeli del 1999 ai 5.866.510 del 2018. È quanto emerge da un rapporto pubblicato in questi giorni dall’Istituto pastorale cattolico di Corea (Cpik).

Numeri da record

Fra tutte le diocesi sudcoreane, quella di Suwon – appena a sud della capitale Seoul – ha registrato la crescita maggiore l’89,1%.

A seguire vi è Daejeon, nella Corea centrale, con il 79,6%. Sull’ultimo gradino del podio vi è Uijeongbu, a nord della capitale, con il 78,9%. Tuttavia, il tasso di crescita annuale è gradualmente rallentato a meno dell’1%.

Le ragioni del “boom” cattolico

Mons. You spiega ad AsiaNews (16 gennaio) alcuni dei fattori che hanno contribuito alla crescita della diocesi di Daejon.

«Nel 2014 – racconta – in occasione della VI Giornata della gioventù asiatica, Papa Francesco ha visitato la nostra diocesi. Quando si riceve una simile grazia, è doveroso metterla a frutto. Per questo motivo, abbiamo aperto il sinodo diocesano l’8 dicembre del 2015, data coincisa con l’inizio del Giubileo straordinario della misericordia. Il sinodo diocesano è durato tre anni e cinque mesi; si è concluso il 27 aprile 2019. Si è trattato di un’occasione per camminare tutti insieme: sacerdoti, religiosi e religiose, laici e giovani».

«Camminare insieme ed ascoltarsi in modo reciproco, con umiltà, porta sempre ad un risveglio della fede e della vita cristiana. Il sinodo ha rappresentato per la diocesi un percorso di discernimento comunitario dello Spirito Santo. Esso ha dunque rilanciato l’impegno dei cattolici locali nella missione dell’annuncio del Vangelo».

POPE AUDIENCE JUNE 05
Antoine Mekary | ALETEIA | I.MEDIA

Il Papa e i martiri coreani

In occasione della visita pastorale del 2014, quando oltre un milione di coreani ha seguito i riti presieduti da Papa Francesco, lo stesso pontefice ha visitato il luogo delle esecuzioni capitali dell’800: il santuario dei martiri di Seo So-Mun alla periferia di Seul, dove furono uccisi centinaia di cristiani.

«Cristo – ha ricordato il Pontefice in quell’occasione, che è coincisa anche con la beatificazione dei martiri – e’ vittorioso e la sua vittoria e’ la nostra! Oggi celebriamo questa vittoria in Paolo Yun Ji-chung e nei suoi 123 compagni. I loro nomi si aggiungono a quelli dei Santi Martiri Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni, ai quali poc’anzi ho reso omaggio. Tutti vissero e morirono per Cristo e ora regnano con Lui nella gioia e nella gloria» (Aleteia, 16 agosto 2014).

E in quel che solco che il cristianesimo cattolico in Corea ha preso il balzo che l’ha portato quasi a raddoppiare i fedeli in un ventennio.

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