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La colpa di un suicida può essere attenuata dalla depressione?

SUICIDE
Shutterstock-Sergey Edentod
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Un gesto estremo dettato da angoscia e disturbi psichici non può essere giudicato come peccaminoso

Un atto irrazionale, ma che ha delle attenuanti patologiche. La Chiesa cattolica non giustifica il suicidio ma ammette che Dio «attraverso le vie che egli solo conosce», può accogliere il pentimento della persona che decide di togliersi la propria vita.

Padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale e ordinario di bioetica presso la Accademia Alfonsiana in Roma, cita il Catechismo della Chiesa Cattolica, nella sezione dedicata ai Dieci Comandamenti (2281-2283).

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By Alexandr23/Shutterstock

Atto immorale di autodistruzione

«Da un punto di vista oggettivo togliersi la vita è sempre un atto irragionevole – ha detto padre Maurizio ad Aleteia – un atto di autodistruzione, irrazionale, immorale».

Tanto è vero che il Catechismo recita: «Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel’ha donata. Egli ne rimane il sovrano Padrone. Noi siamo tenuti a riceverla con riconoscenza e a preservarla per il suo onore e per la salvezza delle nostre anime. Siamo amministratori, non proprietari della vita che Dio ci ha affidato. Non ne disponiamo».

Un gesto contro se stessi e il demonio

Pertanto, rincara il teologo morale, «non esiste un suicidio razionale perché ognuno deve avere rispetto della propria vita e di quella altrui. E’ assurdo che una persona morale si affermi uccidendosi, perché la vita morale è fatta di crescita, progettualità. L’uomo deve affermarsi in questo modo, non togliendosi la vita».

Precisamente, il Catechismo sostiene che il suicidio «è gravemente contrario al giusto amore di sé; al tempo stesso è un’offesa all’amore del prossimo, perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la società familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. Il suicidio è contrario all’amore del Dio vivente».

Patologie e attenuanti

Ma la Chiesa cattolica tiene conto anche di un punto di vista più soggettivo. «Ci possono essere alla base di questo gesto depressione, angoscia, disturbi psichici, che attenuano la responsabilità – precisa Padre Maurizio – queste condizioni non ci permettono di accusare il suicida di aver compiuto un atto peccaminoso».

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Paulius Brazauskas | Shutterstock

La Misericordia di Dio

E’ qui che si incontrano i due punti di vista, oggettivo e soggettivo. «Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte – recita ancora il Catechismo (2283) – Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l’occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita».

Ecco perché, conclude il docente di teologia, «non è vietata la sepoltura delle persone suicide. La Misericordia di Dio può raggiungere anche loro, ma solo attraverso quelle vie, citate nel Catechismo, che solo Dio conosce».

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