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Il male vive di solo ragionamenti, fugge se incontra un uomo cambiato da Cristo

© Jeffrey Bruno
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Tutti noi con la nostra vita, con il tentativo di mettere in pratica il Vangelo dovremmo diventare un esorcismo vivente.

In quel tempo, nella città di Cafarnao Gesù, entrato proprio di sabato nella sinagoga, si mise ad insegnare.
Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:
«Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».
E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo».
E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.  (Mc 1,21b-28)

“Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi”. C’è sempre una radicale differenza tra l’essere i primi della classe e l’essere bravi. I primi della classe possono esserlo semplicemente perché hanno imparato bene la lezione. I bravi invece lo sono perché l’hanno capita, e per questo possiedono la materia in una maniera più autorevole. Il Vangelo ci dice che Gesù parlava con autorevolezza, non a memoria. È come se volesse suggerirci che il cristianesimo è credibile solo a partire dall’aver fatto nostro ciò in cui crediamo e non semplicemente da saperlo perché letto da qualche parte. Tutti possiamo conoscere la teoria, ma ciò che fa la differenza è la pratica.

Ed è l’impatto con il male che svela se noi siamo dalla parte giusta o sbagliata. Infatti il male può lasciarci tutti i ragionamenti, ma è sempre messo in crisi quando incontra qualcuno che vive ciò che ha capito: “Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”. Tutti noi con la nostra vita, con il tentativo di mettere in pratica il Vangelo dovremmo diventare un esorcismo vivente. Lì dove un cristiano è davvero cristiano urta sempre il male e lo costringe a manifestarsi, a venire allo scoperto. Un cristiano, a cui funziona autenticamente il battesimo, chiude la bocca al male che incontra, lo costringe alla fuga, ad andarsene, perché un vero cristiano è sempre il prolungamento di Cristo nella storia. In questo senso una madre che fa autenticamente la madre è come un esorcismo. Un prete che va bene il prete è come un esorcismo. Un medico che fa bene il medico è come un esorcismo. E questo è sotto gli occhi di tutti: infatti quando uno fa bene ciò che è, e ciò che fa, innervosisce sempre i mediocri, gli ipocriti, gli opportunisti, i furbi. È il male che si ribella.

#dalvangelodioggi

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