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Il cortisone, un alleato potente ma con dei rischi

INALATORE
Di FamVeld - Shutterstock
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I cortisonici sono alleati preziosi in caso di broncospasmo, asma e allergia. Mai in caso di raffreddore!

Di Luigi Bellante e Emanuele Giglioni

I cortisonici inalatori possono essere utilizzati durante le crisi acute e come terapia di fondo per la prevenzione delle riacutizzazioni.

I cortisonici inalatori nel bambino con broncospasmo ricorrente e asma sono raccomandati da tutte le Linee Guida Internazionali. Possono essere utilizzati durante le crisi acute associati ad altri farmaci per dilatare i bronchi (come il salbutamolo) e come terapia di fondo per la prevenzione delle riacutizzazioni. Sono disponibili in commercio sotto forma di spray o come gocce per aerosol. Nel primo caso devono essere utilizzati con i distanziatori.

Dosaggio

Il dosaggio del cortisonico inalatorio viene adattato all’età del bambino e alla gravità dei sintomi. È necessario dunque seguire con precisione le indicazioni del medico.

I possibili effetti collaterali

I cortisonici inalatori, se viene rispettato il giusto dosaggio, non presentano effetti collaterali importanti. Se vengono rispettati i giusti dosaggi, il temuto effetto negativo sulla crescita è modesto e non influenza comunque la statura definitiva del bambino. La difficoltà respiratoria nei bambini sotto i sei anni In base alla frequenza e alla gravità degli episodi acuti è possibile iniziare una terapia di fondo con cortisonico inalatorio in bambini
che presentano difficoltà respiratoria frequente, specie nel corso di infezioni respiratorie virali. La terapia di fondo permette di ridurre la frequenza delle crisi acute di difficoltà respiratoria, riducendo così gli accessi in pronto soccorso, i ricoveri e il ricorso ai cortisonici per bocca.

Cortisonici in caso di raffreddore

I cortisonici inalatori sono efficaci solo se il pediatra ha diagnosticato una difficoltà respiratoria dovuta al broncospasmo, ovvero un restringimento dei bronchi. L’uso di cortisonici inalatori per aerosol in caso di raffreddore e tosse è del tutto inutile!

Gestione del bambino asmatico

In questo caso le principali criticità per il pediatra e le famiglie sono due:
• la tecnica di inalazione;
• l’aderenza al trattamento.
Gli spray con steroidi inalatori vanno utilizzati per mezzo di distanziatori che, almeno fino all’età di 6 anni (e oltre) devono essere muniti di una mascherina. Avviene purtroppo con una certa frequenza che la terapia con i distanziatori venga male eseguita. La prima inalazione andrebbe mostrata dal pediatra, per poi far provare il distanziatore direttamente al bambino.

La tecnica andrebbe condivisa con la famiglia e verificata a distanza di tempo. Un errore tecnico frequente è tralasciare di agitare la bomboletta prima dell’uso, questa trascuratezza porta a non assicurare una erogazione costante del farmaco. Per quanto riguarda l’aderenza alla terapia, oltre alle consuete misure di formazione e informazione da parte dei pediatri per le famiglie e i bambini, esistono oggi dei piccoli dispositivi elettronici che “avvertono” il paziente quando non fa la terapia.

 

Il cortisone e… l’allergia

I cortisonici topici sono farmaci che possono essere spalmati sulla pelle o applicati attraverso specifiche apparecchiature al naso e ai bronchi di bambini con rinite o asma dovuti ad allergie.

Sono ormai 70 anni che i cortisonici fanno parte del bagaglio terapeutico. Fin dagli inizi, una delle applicazioni di maggior efficacia del cortisone fu la malattia allergica. Il cortisone e i suoi derivati vennero usati per molti anni per curare l’asma, l’orticaria, l’anafilassi.
Ben presto se ne scoprirono però anche gli effetti collaterali: l’inibizione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che porta a pressione alta, rallentamento della velocità di crescita della statura, alterazioni del metabolismo osseo e della glicemia, turbe psichiche.

I cortisonici topici

Nacquero così i cortisonici topici (quelli che agiscono localmente), con l’obiettivo di aumentarne l’attività riducendo drasticamente gli effetti collaterali. I cortisonici topici sono farmaci che non devono essere presi per bocca né iniettati, ma possono essere spalmati sulla pelle sofferente o applicati attraverso specifiche apparecchiature al naso e ai bronchi di bambini con rinite o asma allergica. Negli anni ci si è sempre più allontanati dal
beclometasone, il primo cortisonico topico ad essere utilizzato, preferendo forme sempre più sicure.

Oggi per molte malattie allergiche i cortisonici topici fanno parte della terapia fin dai primi stadi e non sono più riservati alle forme di estrema gravità.
È possibile quindi che il medico prescriva spray nasali cortisonici al bambino se soffre di rinite allergica, una cura con aerosol o con spray e distanziatori quando ha l’asma, una pomata cortisonica in caso di dermatite. Chiarito che nel lungo periodo l’uso di queste formulazioni è ragionevolmente sicuro, il rischio degli effetti collaterali dei cortisonici è però sempre dietro l’angolo. Va quindi prestata grande attenzione ad evitare un uso spropositato dei cortisonici nelle forme più gravi, ma anche nelle forme meno gravi. Ancora oggi, ad esempio, assistiamo ad alcune abitudini che non hanno alcun fondamento scientifico. Tipico il caso di bambini che hanno già sofferto di gravi reazioni allergiche all’ingestione di un alimento e che portano con sé il cortisone. Sappiamo bene che soltanto l’adrenalina, che agisce immediatamente, può evitare la temibile reazione
allergica che, nel caso di uno shock anafilattico, può essere grave o molto grave.

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