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8 regole per vivere (bene) più a lungo

OLD, COUPLE, DANCING
George Rudy | Shutterstock
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Più l’età avanza più la premura di una quotidianità serena, attiva e piena di relazioni deve starci a cuore, con piccole attenzioni e dando tanto spazio agli affetti.

Di Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria

Inizio un nuovo anno di collaborazione con la nostra rivista con un intenso saluto a chi ci legge; dopo numerosi articoli mi sento componente di una famiglia che affronta il domani con speranza e responsabilità. Per molti la vita è un’avventura difficile e complessa; però il condividere alcune idee sul nostro futuro e su come può essere condotto nel modo più utile per costruire un tempo “buono” ci rende più sereni. Di seguito, elenco in modo schematico quanto ritengo sia opportuno per garantirci una buona salute (mi permetto inoltre di invitare chi frequenta i social a seguire Aip su Facebook, dove commento gli eventi quotidiani in modo che possano divenire momenti positivi della nostra vita). Non si devono compiere atti eroici per conservare una buona salute, ma fare ogni giorno un passo avanti, anche modesto, nonostante possa sembrare banale.

Essere ottimisti

La ricerca scientifica ha dimostrato che chi guarda al futuro con ottimismo vive più a lungo. Qualcuno potrebbe obiettare che talvolta è difficile esserlo, di fronte alle proprie difficoltà personali. Ovviamente si tratta di un’indicazione generale, però precisa: quando si deve scegliere un atteggiamento è bene andare per la strada più chiara e serena invece che per quella più scura.

Avere un piano, uno scopo

Anche nelle limitate dimensioni del futuro imposteci dall’età, dobbiamo sempre avere un progetto, cioè sapere dove andare, invece di farci trascinare dalla corrente. Gli studi più avanzati valorizzano la scelta di seguire un’idea, un piano, anche un sogno, per quanto piccolo, che può essere legato agli affetti, alle cose da fare, a un aiuto da offrire, a rapporti da costruire. Talvolta nella vita spira un forte vento ed è quindi difficile mantenere la rotta: ma il solo impegno in questo senso è garanzia per il futuro.

MAN, BOAT, HELM
AntonSokolov | Shutterstock

Combattere la solitudine

Chi ci segue conosce quanto io insista sull’esigenza di costruire delle reti attorno alla nostra vita. L’impegno, in questi casi, deve essere soprattutto di chi vive intorno a noi (famiglia, amici, colleghi, vicinato…); però, dobbiamo essere consci che anche noi, talvolta, abbiamo delle responsabilità negative, perché abbiamo alzato barriere che allontanano chi vorrebbe avvicinarsi. Se vogliamo costruire delle relazioni efficaci, dobbiamo ascoltare gli altri per l’80 per cento del tempo e parlare solo per il 20 per cento (impresa difficile, ma non impossibile se la colleghiamo con il risultato desiderato, cioè costruire rapporti di significato).

Fare attività fisica

Su questo aspetto certamente il lettore avrà letto e ascoltato tanti consigli. Io aggiungo il mio con una specificità: non è mai troppo tardi per incominciare… anche a 80 anni. Ovviamente, l’attività deve essere dolce, ma costante, ed essere legata alla vita di tutti i giorni. La palestra è utile, anche perché offre occasioni di socializzazione, ma ancor più fare le scale a piedi e passeggiare a passo svelto (ciascuno rispetto alle proprie possibilità), per circa due chilometri al giorno. La strada non è sempre accogliente, purtroppo, per le persone anziane; però, il movimento non può essere cancellato. È indispensabile per mantenere in una buona attività i principali organi (dal cervello al cuore, ai polmoni, al sistema nervoso…).

Mantenere attivo il cervello

Ogni lettore deve scegliere le modalità che più si adattano alla sua cultura, però per tutti vale la regola di leggere un quotidiano al giorno e di guardare la televisione, in ambedue i casi con atteggiamento attivo (cioè, dopo un brano o uno spettacolo, provare a costruire mentalmente un riassunto di quanto letto o visto). Ma il cervello si mantiene utile anche uscendo di casa, contattando le persone di famiglia, gli amici. Non vi devono essere scuse su questo piano, perché se aspettiamo le condizioni meteorologiche perfette non usciremo mai; così, se pensiamo solo a incontri piacevolissimi, restiamo inchiodati alla poltrona di casa nostra. Tra le attività per mantenere attivo il cervello, colloco anche la frequentazione delle cerimonie religiose; il rapporto con il Signore richiede una partecipazione attiva che si riflette positivamente sulla nostra psiche, tra l’altro rinforzando le nostre scelte.

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Ruslan Huzau | Shutterstock

Seguire con attenzione le indicazioni del medico

Diversi studi indicano che, oggi, in Italia, il 70 per cento degli anziani non segue quanto prescritto dal proprio medico curante, perché sceglie di costruire un proprio sistema di cure, cioè il risultato di un mix di indicazioni fornite da Internet, di comunicazione orale con amici o partenti, di pigrizia personale. È un’abitudine sbagliata in generale, soprattutto quando il problema clinico per il quale si riceve una cura è di una certa rilevanza (ad esempio, per l’ipertensione arteriosa, il diabete, la depressione e altre condizioni che portano al bisogno prolungato di terapie mirate). Spesso il rapporto con il medico è ambiguo: abbiamo teoricamente molta fiducia in lui, ma poi, all’atto pratico, agiamo seguendo le nostre idee, talvolta poco fondate…

Seguire un’alimentazione razionale

Non dobbiamo diventare schiavi del recente proliferare di indicazioni su questo o quell’altro alimento, che farebbe bene o male. Il più delle volte, si tratta di indicazioni senza un serio fondamento, indotte da interessi commerciali. Quindi, la regola è quella di continuare l’alimentazione che abbiamo seguito per decenni e che ci ha portato alla condizione attuale. Se il medico dà un consiglio preciso si deve cambiare, altrimenti la continuità alimentare è la regola da seguire. Anche il dimagramento, qualora fosse da attuare, deve essere condotto sotto il controllo specialistico; dobbiamo ricordare a questo proposito che la “fisarmonica” (cioè perdere chili in modo rapido e riguadagnarli in modo altrettanto rapido) fa male all’equilibrio metabolico complessivo del nostro organismo.

Infine: fidarsi di chi ci avvicina

Anche nel tempo di tante violenze fisiche e psicologiche contro le persone anziane, ci si guadagna di più aprendo agli altri la nostra mente e il nostro cuore rispetto a una chiusura che cancella ogni speranza.

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