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Influencer o campione di Fortinite: il loro futuro è nelle nostre mani? (VIDEO)

THE PILLS

Facebook.com/ThePillsSeries/

Giovanna Binci - pubblicato il 13/01/20

L'ultimo video dei "The Pills" per il programma di Rai3 "Stati generali" affronta con ironia il tema dell'ansia dei genitori per il futuro dei figli: il successo economico è sempre sinonimo di felicità? L'infanzia è ancora il tempo della scoperta di quell'inutile così necessario?

Non lo so. Forse ti fregano quando alla Prenatal ti convincono che senza otto paia di lenzuola e la sdraietta che dondola da sola nella lista nascita, l’infanzia di tuo figlio non sarà la stessa. Figurati se per il primo bagnetto non hai il bagnoschiuma sapone-senza-sapone biologico con estratti di acqua di Lourdes: come minimo non si laurea. O forse quando ti dicono che se non parli uno straccio di inglese nei primi tre anni di vita, il pargolo non sarà mai al passo coi tempi, che oggi il bilinguismo è proprio la base minima per accedere all’asilo. Insomma, mica siamo più a vent’anni fa: oggi i bambini se hanno tempo libero fanno potenziamento scolastico o un corso di programmazione html, mica le torte di fango. Oggi due orette di psicomotricità settimanali non si rifiutano a nessuno, figurati se faccio rimanere indietro mio figlio per così poco. Oggi i bambini non possono più fare solo i bambini: essere bambini è troppo “indietro”, troppo inutile e pazienza se Crepet dice di lasciarli giocare col niente. L’ultimo aggeggio in legno naturale di stampo Montessoriano per sviluppare la motricità fine, mamma te lo compra. Oggi devi pensare al domani già prima di nascere, bisogna dare solo il meglio, cominciare a prepararsi a un lavoro, a un futuro che le lenzuola di flanella anallergiche non si sa mai, potrebbero aiutare, come ci ricorda col sorriso la signorina gentile della Prenatal. E’ compito nostro garantire una vita degna a queste persone che mettiamo al mondo: ce lo ricordano sempre, sin dai primi mesi di gravidanza, di fare in modo che ne valga la pena. E’ tutto sulle nostre spalle e spesso, è una questione di soldi: possiamo mandarli nelle università più prestigiose? Comprare i pannolini migliori? Organizzare feste di compleanno degne dei Golden Globes?

Mi strappa un sorriso amaro uno tra gli ultimi video dei “The Pills” per “Stati Generali”, il programma di Rai3. Paradossalmente, vista l’inutilità delle lauree, il precariato, gli stipendi da fame, quale investimento migliore se non farli diventare influencer? O magari dei campioni di videogiochi? Tanto davanti ai quei telefoni ce li teniamo già, anche al ristorante quando potrebbero tranquillamente giocare tra loro o rompere qualche bicchiere. Uniamo l’utile al dilettevole. L’unico modo per garantire un futuro ai nostri figli, è comprarlo, è metterli sulla strada del successo il prima possibile, che importa poi se preferivano leggere e fare i professori, che importa se anche l’infanzia diventa una corsa ad apprendere, migliorare, raggiungere traguardi, un’agenda piena.

Eliminiamo l’inutilità, che il futuro è già qui, insieme a una dose di ansia a pacchi, che toglie il respiro a noi genitori e fa soffocare anche l’essere bambini dei nostri figli. Comincia subito, che poi, altrimenti ti superano. Forse ci hanno fregati quel giorno, tra indispensabili ciaffi per la dentizione e materassi antisoffoco, mentre ci facevano credere che la felicità dei nostri figli fosse qualcosa che potevamo comprare o programmare. Che magari non serviva tutta quella roba, ma non si sa mai. Meglio partire per tempo. Come se il loro futuro fosse solo nelle nostre mani e non in quelle di qualcuno che li ha voluti qui per un motivo e li guiderà con amore, insieme a noi, verso quella strada.


BORED

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Cresciamo bambini che siano più tipi da “guarda che cielo stasera” e meno da “guarda che borsa che ha quella”, perché la felicità è qualcosa che non si compra. Non facciamoci convincere dal mondo che vince solo chi ha successo, quello che si misura in macchine che ti puoi permettere, canoni estetici da rispettare, stipendio che potrai guadagnare: solo così le tette rifatte non saranno i dottorati di domani. Non cadiamo nell’errore che il domani sia programmabile e tutto nelle nostre mani, che solo chi ha possibilità, le scuole migliori o i giochi educativi appena usciti, sarà felice. Certo, i soldi sono importanti e il lavoro che ce li procura è degno di rispetto, anche quello tanto discusso delle influencer o dei campioni di Fortnite. Ma non è il nostro lavoro a fare la nostra felicità e soprattutto, nonostante l’ansia e la comprensibile paura per il futuro che accompagna ogni genitore, non siamo noi a dover decidere sul futuro dei nostri figli. Dobbiamo fare del nostro meglio e poi lasciare andare, certi che tutto quello che insegniamo, più dei soldi, dei corsi o degli investimenti che gli lasciamo, sarà il vero motore del loro futuro. Ma quei figli non sono nostri, la loro vita non possiamo deciderla a tavolino sulla base delle tendenze del momento: sarà piena di imprevisti e difficoltà, anche con in mano il lavoro del momento, ma sarà il nostro atteggiamento nei confronti delle avversità che li spingerà a dare il meglio, a fare la differenza e a trovare la loro strada. Che sia pure quella di essere le future Chiara Ferragni. Ma credo che, da bambine, anche le influencer debbano guardare il cielo e inseguire l’inutile perché, paradossalmente, non si può essere “stelle” in nulla, se non abbiamo mai visto come si splende davvero.

Tags:
educazionefigli

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