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Una ricetta segreta di un frate cappuccino. Così è nato l’Amaro Averna

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L’Averna deve il suo successo a Fra Girolamo. Che lo utilizzava per curare febbri malariche e disturbi di stomaco. Ecco la sua storia

E’ scomparso a 66 anni, dopo una malattia, l’imprenditore Francesco Claudio Averna, papà dell’Amaro Averna.

Averna, classe 1954, ha avuto la capacità, sfidando la perifericità della Sicilia e la mancanza di una diffusa cultura imprenditoriale, di fare dell'”Amaro Averna” un prodotto di successo, grazie ad un’antica ricetta segreta, donata al suo trisavolo da un frate cappuccino, Fra’ Girolamo, priore dell’Abbazia di Santo Spirito (Caltanissetta, Sicilia) (Ansa, 10 gennaio).

Erbe e spezie: la ricetta segreta

I cappuccini del convento nisseno erano soliti preparare quella ricetta come rimedio per le febbri malariche, il catarro intestinale e i disturbi della digestione.

Don Salvatore ebbe l’idea di produrlo per sé, per la sua famiglia e per gli amici. Così nel 1868 insieme ai figli Emilio, Michele e Francesco, don Salvatore prese la decisione e trasformò la sua tenuta di Xiboli, a tre chilometri dalla città, in un opificio artigianale per la produzione dell’elisir, che veniva sempre più richiesto da tutti.

La svolta per il successo dell’Averna arriva nel 1958, quando viene creata dalla famiglia la “Fratelli Averna Spa” che, dal 1968 con la quarta generazione e grazie allo sbarco del marchio sulla trasmissione “Carosello”, raggiunge la notorietà prima in I’talia e poi a livello mondiale (La Repubblica, 10 gennaio).

La ricetta segreta di Averna rimane ancora oggi invariata, con diversi tipi di erbe, radici e spezie naturali infusi in alcool puro, con i profumi e le fragranze degli oli essenziali degli agrumi.

“Verrebbe trucidato subito!”

Francesco Rosario Averna, cugino di Francesco Claudio (con cui ha condiviso l’azienda prima che venisse rilevata dal Gruppo Campari), in una intervista di qualche anno fa (www.marcocastoro.it), raccontava con orgoglio l’origine del “boom” del suo amaro. «La ricetta – affermava l’imprenditore – è la stessa che Fra’ Girolamo diede al mio bisnonno. E chiunque sognasse di modificarla verrebbe trucidato immediatamente».

D. Chi era Fra’ Girolamo?

R. Uno dei frati cappuccini dell’abbazia normanna di Santo Spirito vicino al casale che il mio bisnonno comprò nella campagna di Caltanissetta. Il frate si dilettava in erboristeria. Preparava diverse misture per pozioni medicinali. In pratica l’elisir e la sua ricetta furono un dono spontaneo dei frati per ringraziare il mio avo per il sostegno economico ricevuto.

D. La magica pozione come diventò l’amaro Averna?

R. All’inizio il mio bisnonno lo regalava ai suoi clienti del negozio di tessuti che aveva. Siccome piaceva molto, le richieste aumentarono al punto che decise di cominciare una produzione artigianale. Poi ci pensò suo figlio Francesco a diffonderla in Italia e a esportarla nelle fiere all’estero.

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