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Tom Hanks e una malattia che avrebbe potuto evitare

TOM HANKS,ACTOR
Shutterstock
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L’attore statunitense Tom Hanks ha appena ricevuto il prestigioso premio Cecil B. DeMille durante la consegna dei Golden Globe conferiti dall’Associazione della Stampa Estera di Hollywood. Durante il tributo, è stata ripercorsa la sua carriera con scene dei suoi film, illustrando il segno indelebile che ha lasciato nella settima arte e il suo coinvolgimento nell’interpretare ruoli e regalare emozioni.

Hanks è stato Allen in Splash o Josh in Big, come anche Sam in Insonnia d’Amore, Forrest Gump, Walt Disney in Saving Mr. Banks, il capitano Miller in Salvate il Soldato Ryan, Andy Becket in Philadelphia e Chuck Noland in Cast Away. È in questi ultimi due film in particolare che si constata la trasformazione personale a cui si è sottoposto per calare nel personaggio, arrivando a dimagrire 12 chili per interpretare il ruolo che gli è valso il suo primo Oscar nel 1993 per il ruolo dell’avvocato malato di Aids Andy Becket e 25 per interpretare l’impiegato postale che sopravvive su un’isola deserta in compagnia del pallone Wilson.

Lo stesso Hanks ha riconosciuto che queste perdite di peso repentine possono aver influito sul suo corpo, soprattutto per il fatto di non aver accompagnato la sua vita normale con una dieta equilibrata e sana, cosa che lo obbligava a trasformazioni estreme per interpretare i suoi ruoli. Nel 2013, durante un’intervista rilasciata a David Letterman, ha reso noto che soffriva da poco di diabete di tipo 2, il più frequente, particolarmente associato al sovrappeso e all’obesità, malattia che gli veniva annunciata già dagli anni Novanta per l’elevato livello di zucchero nel sangue. Alcuni anni dopo ha fatto un mea culpa sul modo in cui è arrivato a questa situazione.

“Faccio parte della generazione statunitense pigra che ha continuato a ballare alla cieca durante la festa e ora ha una malattia. Ero pesante. Mi avete visto nei film. Ero un idiota”, ha affermato nel 2016.

A differenza del tipo 1, chi soffre di diabete del tipo 2 produce insulina, anche se è insufficiente. In molti casi chi ne soffre non lo sa nemmeno. Anche se nel tipo 2, come nell’1, ci può essere una predisposizione genetica, quello di cui soffre Hanks si può prevenire se si mantengono abitudini alimentari sane e si svolge una moderata attività fisica.

Si può comunque vivere con il diabete di tipo 2, ma servono dei cambiamenti nella condotta, con una dieta con pochi zuccheri e carboidrati e altre abitudini sane come l’esercizio regolare.

Si tratta di una routine necessaria per evitare conseguenze come la perdita della vista, l’insufficienza renale, la perdita delle membra inferiori e la possibilità di soffrire di malattie cardiovascolari.

È comune che l’assenza di abitudini sane e il sovrappeso, che Hanks combatteva con grandi dimagrimenti improvvisi per i suoi film, derivi da questa malattia, al punto che da alcuni anni certi ricercatori parlano di “diabesità” per sottolineare il rapporto esistente tra questo tipo di diabete e l’obesità, due delle grandi epidemie del XXI secolo, soprattutto nei Paesi industrializzati.

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