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La Stella Cometa dei Re Magi: era un astro o un angelo?

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don Marcello Stanzione - pubblicato il 03/01/20

La parola dei Magi, “abbiamo visto la sua stella in Oriente”, non deve essere intesa come se, trovandosi essi in Oriente, gli fosse apparsa una stella che stava nella Giudea

Era davvero una stella? E’ realmente esistita? Oppure era un angelo? Sulla Cometa che guidò i Re Magi sono state avanzate varie ipotesi. Per alcuni si tratta della cometa di Halley ma in realtà è assai problematico accettare l’identificazione della stella con tale cometa perché essa è comparsa 12 anni prima della nostra era. Precedentemente era stata avvistata nel 240, 164, 88 a C.; E’ certo che non solo quella di Halley ma nessun tipo di cometa è apparsa nei cieli di Palestina tra il 17 a C. ed il 66 d. C.

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Per altri si tratterebbe di una stella nova il cui bagliore prolungato sarebbe stato creato al momento della sua esplosione, solo che nell’area di Gerusalemmenon comparve alcuna stella nova tra il 134 a.C. e il 73 d. C. Altra ipotesi è quella già condivisa a suo tempo da Keplero secondo la quale si tratterebbe di una insolita posizione di Giove, considerato astrologicamente il pianeta della regalità che si congiunse con Saturno, il pianeta allora considerato quello più lontano dalla terra e simbolo di Dio. La congiunzione di Giove con Saturno ai confini dello zodiaco nel segno dei Pesci indicava per gli astrologi l’arrivo di una grande personalità che avrebbe influito sull’umanità.

La Stella Cometa nell’astronomia

Secondo i dati della tecnica astronomica la congiunzione dei due pianeti si verifica in media ogni 179 anni, ebbene nel periodo della nascita di Cristo tale fenomeno astrale si verificò proprio nel 7 a.C. e per ben tre volte: 29 marzo, 3 ottobre, 4 dicembre nella costellazione dei Pesci.

Keplero affermò che poiché Betlemme si trovava a pochi chilometri da Gerusalemme, proprio nella direzione in cui la luce nella costellazione dei Pesci poteva essere percepita da viaggiatori che giungessero da oriente.


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Fenomeno luminoso

Tradizione, documenti archeologici e calcoli astrofisici confermano che fu soltanto, ed esattamente nel 7 a. C. che nei cieli della sponda meridionale del mediterraneo e in Mesopotamia si verificò un fenomeno luminoso nettamente percepibile con gli stessi caratteri di quello dell’episodio dei magi. San Tommaso d’Aquino nella Summa Teologica scrive a riguardo: “Secondo Giovanni Crisostomo, esistono molto indizi i quali rivelano che la stella apparsa ai magi non era una delle tante stelle del cielo:

– Perché nessun’altra stella seguì quella direzione, dato che solo essa si mosse da nord a sud, dalla Persia, da cui provenivano i Magi, alla Giudea.

– Per la straordinarietà delle sue apparizioni, dato che era visibile non soltanto di notte ma anche in pieno giorno; il che – come ben noto – non è possibile né per le stelle, né per la luna.

– Per l’alternanza delle sue apparizioni dato che quando entrarono a Gerusalemme non eravisibile e riapparve solo dopo che i magi lasciarono Erode.

– Per la discontinuità del suo procedere, dato che si spostava quando era necessario che i Magi camminassero e si fermava quando essi si dovevano fermare, come la colonna di nuvola nel deserto.

– Per aver indicato il luogo del parto della Vergine non solo rimanendo in cielo, ma addirittura, scendendo , come riferisce il Vangelo di Matteo: “La stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino”.

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Kamil Szumotalski | Aleteia

La stella e la Giudea

Da ciò si deduce chiaramente che la parola dei Magi, “abbiamo visto la sua stella in Oriente”, non deve essere intesa come se, trovandosi essi in Oriente, gli fosse apparsa una stella che stava nella Giudea, ma, piuttosto, che avevano visto una stella situata in Oriente e che li aveva preceduti fino in Giudea (sebbene alcuni dubitino di questo). Tuttavia, la stella non avrebbe potuto indicare chiaramente la casa se non fosse discesa dal cielo. E, come constata Crisostomo, ciò non sembra proprio di una stella ma di “un qualche potere razionale”. “Sembra, dunque, che questa stella fosse un potere invisibile trasformato nell’apparenza di una stella”.




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L’angelo

Per questo alcuni affermano che, come lo Spirito Santo è disceso sul Signore battezzato sotto forma di colomba, così è apparso ai magi sotto forma di stella. Altri ancora dicono che l’angelo, apparso ai pastori sotto forma umana, è apparso ai magi in forma di stella. E, comunque, più probabile che si trattasse di una stella creata ex novo, non nel cielo, ma nell’atmosfera prossima alla terra e che si muovesse secondo la volontà di Dio.

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Hira Thakni | Shutterstock

E’per questo che Papa Leone afferma (Sermone 31, sull’Epifania): “Apparve ai tre Magi, nella regione dell’Oriente, una stella di un nuovo chiarore, più brillante e bella degli altri astri, che attirava gli occhi e i cuori di coloro che la guardavano, affinché comprendessero immediatamente che non era privo di significato quello che sembrava così insolito”. (Summa Teologica III, q. 36, a.7 resp.).

I biblisti

Quest’ipotesi sembra affascinante; tuttavia diversi biblisti preferiscono seguire una diversa impostazione. Il Ricciotti commenta: “In questi tentativi, fuor della buona intenzione, non c’è altro da apprezzare, giacché scelgono una strada totalmente falsa: basta fermarsi un istante sulla particolarità del racconto evangelico per comprendere che quel racconto vuole presentare un fenomeno assolutamente miracoloso, il quale non si può in nessun modo far rientrare nelle leggi stabili di una meteora naturale sebbene rara”.

Anche lo studioso Andrés Fernàndez propende per questa linea: “Altri, infine, sostengono che si trattò di una meteora speciale che non si muoveva secondo le leggi naturali…Dobbiamo preferire la terza ipotesi (questa, dopo quella della congiunzione e di Halley) l’unica soddisfacente. La stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali: la sua apparizione non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente naturalistica…I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dell’ordine naturale.




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La “Sacra Bibbia”

Anche “La Sacra Bibbia” a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma nella Nota al brano di Matteo 2,2, sostiene la stessa opinione: “La stella veduta dai Magi, secondo l’opinione più probabile, dedotta dalle sue caratteristiche, era una meteora straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore. A livello iconografico il sarcofago paleocristiano del IV secolo di Boville ci presenta la più antica immagine dell’adorazione dei Magi nella quale la stella cometa viene affiancata dalla presenza di un angelo che la rappresenta.

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