Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Cosa fare quando si torna alla routine quotidiana dopo le feste?

ANGRY
Shutterstock-Ollyy
Condividi

E se riflettere sul Natale ci aiutasse a iniziare a parlare con gli altri in un altro modo?

Tra qualche giorno, finite le feste, ciascuno tornerà alla propria routine quotidiana.

Torneremo a lamentarci del rumore dei bambini, perché durante la cena è stato rotto un bicchiere o perché il partner non ci aiuta nei compiti domestici.

Torneremo a trascurarci, perché i più vulnerabili destabilizzano, e anziché guardare negli occhi una persona per scoprire cosa le accade davvero ci concentreremo sul portare avanti più cose, sull’inserire più appuntamenti nell’agenda, sul famoso “multitasking”.

Tra qualche giorno lo spirito natalizio sfumerà con la stessa rapidità con cui si era insediato in ogni angolo della città.

Sarà possibile che l’essenza di quello che tante persone hanno celebrato in questi giorni non sia calata neanche un po’ nelle case e nel cuore delle persone?

I credenti ascoltano in questi giorni che “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.

Che la Parola si sia fatta vita significa molte cose, e non lascerà indifferente chi ci pensa lasciandosi mettere in discussione senza filtri.

Che il Verbo si sia fatto carne significa che si è incarnato, e questa è una cosa che in più di duemila anni ha cambiato la vita di intere generazioni, e continua a farlo.

Se vi sembra che tutto questi significhi mettere l’asticella troppo in alto, pensate semplicemente ala forza che ha la parola nella vostra quotidianità.

Pensate a come usate il linguaggio.

Quali parole scegliete per dire ciò che volete dire? Che grado di durezza nascondono il tono o le espressioni che scegliete?

Quando discutete con un familiare o un collega, il vostro discorso lascia spazio all’incontro?

Con le parole che scegliete create realtà concrete. Nominate cose o le mettete a tacere. Lasciate spazio al perdono, aprendo un’infinità di possibilità, o limitate le opzioni di ricominciare di chi è con voi, come anche del vostro rapporto.

Il Vangelo dice che la Parola “era la vita, e la vita era la luce degli uomini”.

Tutto questo, ma anche tutto il contrario, può essere provocato in parte dal modo in cui si dicono le cose. Un sorriso o un gesto serio, mantenere lo sguardo o ritrarlo, ringraziare o esigere sempre di più… ciascuno di questi atti di volontà fa la differenza.

Ora che il periodo natalizio sta per terminare e che inizia un nuovo anno pieno di propositi, è interessante ricordare che le persone, con il loro modo di comunicare, si avvicinano o si allontanano dalla Parola.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni