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5 gesti di Papa Francesco che hanno fatto scalpore nel 2019

POPE AUDIENCE

Antoine Mekary | ALETEIA

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 01/01/20

Gesti che provocano scandalo, rabbia e inquietudine tra i suoi detrattori dentro e fuori la Chiesa cattolica

Francesco è un Papa i cui gesti promuovono il messaggio di una Chiesa povera per i poveri, con le porte aperte, vicina al popolo di Dio e che dovrebbe concepire il potere come servizio. In questo senso, in tutto il suo pontificato ha cercato di collegare parole e azioni, cosa che suscita scandalo, rabbia e inquietudine tra i suoi detrattori, dentro e fuori la Chiesa cattolica.

Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora Francesco chiamano i fedeli “fratelli” o “amici” nella fede, come chiamava i suoi discepoli Gesù di Nazareth (Gv 15, 14-15), che ha rotto gli schemi e lo status quo imperante più di duemila anni fa per aprire la strada a una comunicazione/evangelizzazione non violenta e rivoluzionaria.

Il 20 febbraio 2019, un giorno prima del Vertice contro gli abusi, Marek Lisinski, abusato a 13 anni da un sacerdote, ha incontrato il Pontefice nell’Aula Paolo VI del Vaticano. Il Papa gli ha baciato la mano, gesto che racchiude un universo di perdono di fronte al male commesso dagli uomini di Chiesa che hanno tradito Cristo.

POPE FRANCIS Marek Lisinski
©VaticanMedia-Foto/CPP

In questo senso, abbiamo selezionato 5 gesti del Papa che hanno provocato malessere tra i leader della cultura dello scarto e dell’economia che uccide, tra coloro che rendono culto all’individualismo e gli indifferenti che sostengono il motto “Perché? Si è sempre fatto così”.




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Papa Francesco e i baci schivati: una riflessione

Il Papa che non ama che gli bacino l’anello

Uno dei gesti del leader della Chiesa nel 2019 suscitano scalpore e perfino feroci critiche, come quando Francesco ha rifiutato che alcune persone gli baciassero l’anello il 25 marzo 2019 durante la sua visita al santuario mariano di Loreto al momento dei saluti ai fedeli in sagrestia.

Ci troviamo di fronte a un Papa che denuncia il clericalismo e il servilismo del cattolicesimo da salotto, che non concepisce l’idea che gli si baci la mano e di essere riverito come un monarca. Su un volo papale ha poi spiegato che non vuole che gli si baci la mano per evitare infezioni alle persone, perché la bagnano con la saliva che poi passa alla persona successiva che ripete il gesto.

Il Papa alle religiose: non siete domestiche dei chierici

L’autenticità che propone Francesco non è neutra, anzi, può essere scomoda, perché l’opposto della rivoluzione della tenerezza è l’eccessivo omaggio, i gesti da corte imperiale e da casa reale, anche nei confronti delle donne.

Il Papa ha così difeso le religiose dal clericalismo maschilista e ha affermato che hanno una vocazione di servizio che non significa essere domestiche di cardinali, vescovi o sacerdoti. “Tu non ti sei fatta religiosa per diventare la domestica di un chierico”, ha affermato nell’Aula Paolo VI il 10 maggio 2019 alle partecipanti all’Assemblea Plenaria dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali.

SIOSTRA ZAKONNA
AP/Associated Press/East News

Il bacio sui piedi dei rivali nel conflitto in Sud Sudan

“Ho tremato quando il Papa ci ha baciato i piedi”, ha affermato il Presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, al Parlamento del suo Paese, secondo quando riporta Vatican News, il 16 maggio. Il politico ha dichiarato di essere rimasto sorpreso “quando Sua Santità il Papa ci ha baciato i piedi. È stata una benedizione e può essere una maledizione se giochiamo con la vita della nostra gente”, ha detto Kiir al Parlamento riferendosi al gesto che ha avuto luogo durante il ritiro speciale in Vaticano per la pace in Sud Sudan ad aprile.

Il Papa apre un dormitorio con vista su San Pietro per 50 persone povere

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Youtube - Vatican Media

Palazzo Migliori da possibile hotel a 5 stelle diventa un centro di accoglienza e un dormitorio fisso a beneficio delle persone senzatetto ed emarginate con vista su San Pietro, davanti al colonnato. Il Papa lo ha inaugurato il 14 novembre. Il centro è amministrato da “Don Corrado”, il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere papale.

Si trata di un edificio di 4 piani e 2.000 metri quadri, donato nel 1930 al Vaticano dalla famiglia di nobili fiorentini Migliori e che varie agenzie immobiliari volevano trasformare in hotel o in uffici di lusso. Fino a qualche mese fa vi vivevano le suore di una congregazione religiosa. Con l’ascensore, Francesco è salito ai piani superiori, dove possono dormire almeno 50 persone, e si è poi seduto a tavola con alcuni ospiti senzatetto, molti dei quali hanno collaborato al restauro dell’edificio. “I poveri ci evangelizzano”, insegna Francesco.

33 rifugiati portati da Lesbo a Roma con l’aiuto del Papa

REFUGEES
Aleteia

Va poi sottolineato un altro gesto molto significativo, l’aiuto del Papa nei confronti di 33 richiedenti asilo portati a Roma dal campo di rifugiati di Lesbo. Donne violentate durante il cosiddetto “viaggio della speranza” o costrette a matrimoni forzati, bambini perseguitati per la loro etnia e senza futuro… Sono loro i protagonisti di questo gesto compiuto da Papa Francesco a dicembre.

Una visione della Chiesa che suscita scandalo

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Antoine Mekary | ALETEIA

Per tutti questi gesti e altri ancora, i fondamentalisti dell’odio definiscono Papa Francesco eretico, populista, una persona che copre gli abusi, colpevole del crollo delle vocazioni chiericali. Voci critiche chiedono la sua rinuncia per motivi dottrinali.

È probabilmente scomoda la voce di un Successore di Pietro che si leva contro la “mondanità funzionalista” e l’ordine escludente, indifferente, stabilito da società limitate dal consumismo e dall’omologazione culturale e perfino religiosa.

Scandalizza che il leader della Chiesa denunci questa “nuova colonizzazione ideologica che cerca di convincere che il Vangelo è una saggezza, è una dottrina, ma non è un annuncio, non è un kerygma”.

È possibile che susciti allergia una Chiesa che discerne usando il cuore, che non resta paralizzata e ascolta il “grido della gente”.

Il 2020 sarà un anno decisivo per Francesco, che con i suoi gesti rinnova l’invito senza tempo a discernere il proprio linguaggio per combattere l’odio, la meschinità e il pregiudizio.

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