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Da possibile aborto a Miss Universo: quanta meraviglia stiamo davvero perdendo? (VIDEO)

MISS UNIVERSO
GABS-CBN Talk
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Pensiamo all’aborto sempre in termini di eliminare un problema, una imperfezione. Ma a guardarla, Gazini Ganados, finalista a Miss Universo, questa scusa non tiene: chi non vorrebbe la sua vita perfetta? Questa ragazza stava davvero per essere scartata? Ma qual è la vera bellezza che rende ogni vita degna di essere vissuta?

A giudicare solo dall’aspetto di Gazini Ganados, la Miss Filippine in gara per il titolo di Miss Universo, arrivata nella classifica tra le prime venti, di bellezza in senso stretto (quella che davanti a ogni individuo maschio negherei fino alla morte con un “sarà il trucco” di cui non sono ovviamente convinta neanche io) ne avremo potuta perdere molta se sua madre, come lei stessa ha dichiarato in una recente intervista televisiva al talk show “The Bottomline with Boy Abunda”, avesse scelto l’aborto. Oggi si abortisce proprio per paura dell’imperfezione, della mancata normalità, per preservare un innocente da una vita che (noi) giudichiamo triste e immeritevole, come poteva essere anche quella di questa ragazza di madre filippina e padre pakistano, mai conosciuto. Ma la storia che questa donna sorridente e bellissima racconta, ci mette di fronte a una verità scomoda, che abbatte tutte le scuse buoniste e finto altruiste che vengono dette sull’aborto: è la nostra di vita che forse non abbiamo il coraggio di cambiare. E no, non dico cambiare in peggio, perché fin ora non ho conosciuto nessun genitore di bambini “imperfetti” rimpiangere un solo secondo di quella vita “facile” senza di loro.

Era la vita di quella mamma sola, con una figlia da crescere, a fare paura.

E’ molto chiara Gazini nella sua posizione in difesa della vita:

“L’aborto non è una opzione”,

risponde al conduttore che le domanda cosa pensa dell’attuale legge “heartbeat” in Georgia, che bolla l’aborto come omicidio.

“Ricordo sempre a me stessa che mia mamma, una mamma single, aveva possibilità di abortirmi. Ma non lo ha fatto. E ora sono qui a Miss Universo per le Filippine e chi pensa che quella bambina che sarebbe stata abortita è oggi invece la persona che ti sta davanti”.

La mamma di Gazini invece ha avuto coraggio, quello che spesso manca anche quando a rimetterci un diritto inalienabile è un altro che non ha neppure colpa di essere stato chiamato in causa. È davvero singolare pensare a questa ragazza davvero perfetta e di successo come a uno scarto: insomma, chi non avrebbe voluto una vita così?

Eppure, quando la tua esistenza diventa solo questione di scelta altrui, dei loro diritti, della loro comodità, quando viene percepita come qualcosa che “posso quando voglio, magari tra qualche anno sarebbe il momento ideale”, vallo a spiegare che tu, piccolo feto o grumo di cellule bruttino, domani sarai finalista a Miss Universo.

Il fatto è che non è neanche quello che facciamo o realizziamo nella vita a renderci degni di viverla. Potremmo essere inutili, potremmo essere costretti al letto o peggio, potremmo vivere una vita banale,mediocre, in sordina, come tante altre che nessuno ricorda, ma non cambierebbe: il soffio di vita ci è stato regalato, donato senza chiedere nulla e questo già basta a renderci degni di abbracciarla e viverla la vita, anche senza credere a quel soffio di eternità che ci portiamo dentro e che tra l’altro, ci rende immortali per sempre.

Quante altre persone meravigliose abbiamo perso? Quanti geni, dottori, scopritori di cure, ma anche mamme, papà, sorelle, pezzi di gioia che avrebbero arricchito la nostra esistenza non hanno visto la luce per la paura di una vita “imperfetta”, la loro e la nostra?

“Dobbiamo nutrire la vita, non toglierla”,

afferma serenamente questa ragazza, altrimenti, aggiungo io, saremo noi a perdere pezzi di esistenza straordinaria, non solo quel feto.

E questa ragazza non incolpa nessuno, neanche il suo papà assente, è semplicemente grata per quello che ha avuto e consapevole che niente di quello che è stato, anche se meno di altri per alcuni versi, poteva essere. Dice in un’altra intervista per Arab News:

“Non serbo rancore perché non mi porterebbe da nessuna parte. Ma lo penso spesso (mio papà) e so che è vivo. Sarei felice di conoscere il suo lato della famiglia, se ho un nonno o una nonna o magari altri fratelli o sorelle acquistiti. Sono cresciuta sola tutta la vita e mi piacerebbe conoscere qualcuno della mia famiglia. Crescere senza papà mi ha resa forte perchè da mia mamma ho imparato che se un uomo può fare qualcosa, anche una donna può farlo da sola. Sono fiera di essere stata cresciuta da questa donna così forte”.

Una donna, la mamma di Gazini, che non ha avuto paura, appunto, neanche della solitudine. Una femminista vera, viene da dire, di quelle che lottano nel mondo dei maschi per necessità a volte più che per partito preso, per sopperire a una loro mancanza, ma non potrebbero mai dire “no” alla propria vocazione di femmine: dare la vita.

Sarebbe banale parlare di bellezza solo per i lineamenti scolpiti e il corpo mozzafiato perché non è quella la bellezza di cui ogni uomo è portatore sano, unico e irripetibile. La bellezza che ci rende degni di questa vita anche se non saremo mai non dico Miss Universo, ma manco Miss istituto al liceo. È la bellezza dell’essere umani. Gazini dice di dovere la sua posizione pro life anche all’educazione tradizionale che ha ricevuto, ma io dico che lo deve alla sua umanità. Quella che la rende davvero bella, oltre il solo aspetto esteriore.

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