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I re magi che dormono. La storia delle misteriose sculture di Autun e Como

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Di solito li immaginiamo sui cammelli o vicini alla mangiatoia di Gesù. Ma in due chiese sono dormienti. Tutto parte da un sogno di San Giuseppe

I tre letti sono visti in una prospettiva ancora piuttosto approssimativa. In primo piano, su un letto di cui si intravede la struttura in legno, dorme il più giovane dei Magi, il volto sereno, il capo appoggiato a un cuscino rosso con sottili ricami in oro. Quattro dita della mano sinistra spuntano sul lenzuolo. Il Magio di mezza età dorme invece col capo appoggiato a un cuscino d’un colore oro brunito e ricamato; la corta barba bruna divisa in due piccoli ricci appoggia, come una mano dalle lunghe dita eleganti, sul lenzuolo.

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Il Magio anziano

Il Magio più anziano appoggia il capo a un cuscino verde, il cui bordo è finemente istoriato.

La sua fronte è percorsa da lunghi solchi paralleli, gli occhi e la bocca serrati: apre che le preoccupazioni e i pensieri di una lunga vita gli abbiano scavato il volto rendendogli il sonno meno sereno e abbandonato. La barba si appoggia in due folti, candidi ricci arrotolati, sul diverso candore del lenzuolo. La coperta è di seta rossa molto lucida e la luce trae ampli riflessi bianchi sulla sua superficie decorata a cerchi concentrici. Tutti e tre i Magi dormono con le corone sul capo, ma, particolare veramente tenero e curioso, tutti e tre indossano una cuffia da notte bianca che tiene a posto le capigliature. Le sagome dei Tre Re sono individuate dalle pieghe delle coperte e dalla luce che diversamente le colpisce.

Tranquilli dopo aver incontrato Gesù

Dall’angolo di destra un angelo, visto di profilo, biondo e ben pettinato con l’aureola intorno al capo: con un dito perentoriamente testo indica ai Magi il nuovo cammino da seguire. Le ali, individuate dalle penne di diversi colori ma tutti in gradazione del bianco all’ocra, si dispiegano accanto a lui che sembra appesa sceso dal cielo. L’incontro con Gesù ha reso i Magi soddisfatti, tranquilli e convinti di avere realizzato il loro progetto. Ma l’incontro con Gesù li ha anche ammessi a un dialogo più stretto e “preferenziale” con la divinità, visto che ora un angelo si occupa di loro e del loro destino.

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