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La Chiesa aperta 24 ore su 24 dove potete trovare anche cibo e ristoro

Screenshot www.sacrestimmate.org
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E’ nel cuore di Roma. E ha accolto la sfida lanciata da Papa Francesco

Ci sono voluti sette anni per realizzare, vicino al Vaticano, uno dei desideri più grandi desideri di Papa Francesco: una «Chiesa ospedale da campo», aperta 24 ore su 24, sette giorni alla settimana, per aiutare chi ha più bisogno (Corriere della Sera, 30 dicembre).

«Le chiese devono avere sempre le porte aperte perché questo è il simbolo di cosa è una chiesa: sempre aperta», aveva detto Francesco all’udienza generale del 23 ottobre 2019 (Romasette, 16 dicembre).

Prima e unica in Italia

Il fondatore di “Mensajeros de la paz“, il sacerdote spagnolo Angel Garcia Rodriguez, il 9 dicembre ha spalancato al suo originale progetto le porte della chiesa romana delle Santissime Stimmate di San Francesco: «Un luogo di accoglienza dove poter pregare, trovare conforto, cibo, ristoro e sostegno per 365 giorni all’altro», spiega il quotidiano Avvenire. «La prima e, al momento, l’unica chiesa in Italia dove i poveri e i senza tetto potranno trovare qualcuno disponibile ad accoglierli a prescindere dall’orario».

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Un’idea che in realtà padre Garcia Rodriguez ha già realizzato cinque anni fa in Spagna, nella chiesa di Sant’Anton a Madrid.

I sei Messaggeri della Pace

I sei Messaggeri della Pace, scrive sempre Romasette, giunti dalla Spagna per formare quanti vorranno proporsi per questo servizio, accolgono una ventina di bisognosi ai quali è garantita la colazione giornaliera, la possibilità di fare una doccia e di utilizzare la lavatrice e l’asciugatrice, l’assistenza medica, un supporto psicologico e una postazione per ricaricare i telefonini e usufruire del wi–fi.

Dalla colazione alla preghiera

La mattina, dopo la colazione, ospiti e comunità si riuniscono per un momento di preghiera. «Dobbiamo comprendere quello che Dio sta disegnando per noi e lavorare sul nostro modo di ascoltare e di integrare chi viene spesso messo ai margini. Vogliamo creare un luogo sicuro dove possano sentirsi a casa», spiega padre Giovanni Cerri, da un anno rettore della Chiesa.

Public Domain

“Sull’esempio di Maria”

Padre Giovanni non nasconde le «comprensibili iniziali titubanze della comunità per un progetto nuovo. A volte le novità spaventano e c’è bisogno di tempo per adattarsi ma il nostro desiderio è quello di servire la Chiesa, con i nostri limiti e difficoltà. Crediamo che questa possa essere un’esperienza di comunione attraverso la quale dire “sì” alla vita sull’esempio di Maria».

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