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“Il senso della vita non è bere e fumarsela”. La dura omelia al funerale di Gaia e Camilla

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Il parroco don Gian Matteo Botto ha usato parole taglienti: “Ma cos’è la libertà? Guidare ubriachi? E’ questa la libertà? Ci sentiamo tutti padri eterni”. E ha lanciato un appello ai genitori delle ragazze scomparse

«La vita non ha senso, è ingiusta, se la inquadriamo solo da quaggiù, ma acquista un senso se la inquadriamo alla luce della vita eterna, che Dio nel suo amore ci prepara».

Lo ha detto il parroco della chiesa del Preziosissimo Sangue, a Roma, don Gian Matteo Botto, nell’omelia del funerale, che ha celebrato venerdì 27 dicembre, di Gaia Freymann e Camilla Romagnoli, le due sedicenni romane travolte da un’auto guidata da Pietro Genovese, e uccise la notte del 22 dicembre mentre attraversavano la strada (Corso Francia).

Le parole di Gesù

Riflettendo sul «fondamento della nostra speranza nel buio della vita», il sacerdote ha ricordato le parole di Gesù, che, «rivolte alle nostre ragazze», «dice loro: ‘dico a voi, alzatevi!», incoraggiando le famiglie delle giovani che hanno perso la vita a guardare al «dono del Paradiso», che «Cristo dischiude alla nostra vita quando termina qui sulla terra».

Il non-senso

Quindi, ancora un pensiero per i genitori di Gaia e Camilla: «Se togliamo Dio dalla vita, la nostra vita piomba nel non senso. La realtà è che abbiamo bisogno di Dio, della sua presenza, abbiamo bisogno che Gesù ci salvi. Non è una riflessione che ci darà pace ma una relazione, quella con Dio». Infine, osservando che «l’amore è ciò che ci fa più soffrire oggi», don Botto ha ribadito che «l’amore è la chiave di tutto» (Difesa Popolo, 27 dicembre).

Sentirsi onnipotenti

E poi parole sempre più forti: «Il senso della vita, lo aveva chiesto giorni fa Camilla alla sua famiglia. Ecco, magari quando sei sbronzo o sei fatto ti metti a guidare? Questa è la vita? In fondo ci sentiamo onnipotenti e poi non riusciamo a seguire le regole base della convivenza. Ci riscopriamo tutti un po’ palloni gonfiati. Il senso della vita non è bere e fumarsela» (La Repubblica, 27 dicembre).

Davanti alla parrocchia anche uno striscione con su scritto «Ciao Angeli». In segno di lutto i commercianti del quartiere hanno abbassato le saracinesche. Moltissime corone di fiori, insieme con stelle di Natale all’esterno della chiesa (Corriere, 27 dicembre).

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