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Moglie mia, se il nostro amore non tracima allora muore

Di DGLimages - Shutterstock
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Non preoccuparti se la casa è un po’ in disordine, chi viene da noi cerca amore e di quello, stanne certa, ne abbiamo in abbondanza.

L’amore sponsale è una realtà che non può restare circoscritta solo alla coppia. L’amore degli sposi è così grande e così forte, quando è curato e custodito, che come un fiume in piena ha bisogno di esondare. Esonda quando diventa carne, in ogni figlio generato dalla coppia, ma esonda anche in tanti altri modi, diventando fecondo per tanti. L’amore degli sposi è così: se non è fecondo muore. Per spiegarmi meglio ho pensato di condividere un breve racconto.

Giovanni era una persona accogliente. Lo era sempre stato. Da quando però si era sposato lo era diventato in modo esagerato. La moglie Marta apprezzava questa virtù di suo marito. Era una di quelle caratteristiche che l’avevano fatta innamorare di lui. Sempre pronto a farsi prossimo al povero fuori dalla chiesa e al migrante, ma non solo. C’era sempre posto alla sua tavola per l’amico in crisi o per quello che voleva un consiglio. La loro casa era davvero un porto di mare. Marta non sapeva mai chi e quante persone aspettarsi per cena. Possibile che Giovanni non capiva? Lei era stanca, i bambini, il lavoro, la casa in disordine. Poi certo non può mettere in tavola minestra e formaggio se arrivano ospiti. Si sentiva in obbligo di cucinare qualcosa di decente e questo le portava via tempo ed energie. Dopo l’ennesima improvvisata che Giovanni le fece subire, Marta sbottò:

 Giovanni! Basta! Non puoi fare sempre di testa tua e portare a casa tutta questa gente. Pensa un po’ anche a noi, alla tua famiglia!

Giovanni non si scompose. Stette un attimo assorto e poi disse:

Marta, se faccio tutto questo è solo colpa tua. E’ colpa dell’amore che abbiamo costruito, è colpa di come sai accogliermi e volermi bene. E’ colpa di come sai essere generosa con me e misericordiosa con i miei difetti e le mie mancanze. Tutto questo amore che mi dai è così tanto che poi io non riesco a trattenerlo. E’ troppo devo restituirlo a te, ma non basta. Sento il bisogno di restituirlo ad ogni persona che incontro. Perché in quella persona c’è quel Gesù che mi ha donato te, c’è quel Gesù che mi ama immensamente attraverso di te. Tante volte sono stato povero e tu mi hai amato comunque. Come faccio a non fare altrettanto con il povero che incontro? Sia esso un migrante sconosciuto o un amico che ha il cuore sofferente.

Marta rimase spiazzata e non articolò parola, allora Giovanni concluse dicendo:

Marta stai tranquilla. Marta cerca di essere un po’ più Maria. Ricordi le sorelle di Lazzaro e l’episodio di Gesù che va a casa loro. Le persone che accogliamo non cercano la casa lucida e ordinatissima, e mangiano volentieri minestra e formaggio. Quello che cercano è l’amore e noi quello possiamo darlo perché la nostra casa ne è piena.

Marta si sciolse in un sorriso e abbracciò il suo Giovanni. Aveva ragione lui.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DAL BLOG MATRIMONIO CRISTIANO

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