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Cos’è vero e cos’è finzione nel film “I due Papi”?

DWÓCH PAPIEŻY
Peter Mountain/Photoshot/East News
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L’ultimo film di Fernando Meirelles informa all’inizio gli spettatori che si basa su fatti reali, ma non è del tutto così

È già uscito nei cinema uno dei film più importanti collegati ai temi cattolici nel 2019. L’opera del regista Fernando Meirelles e dello sceneggiatore Anthony McCarten (ideatore di Bohemian Rapsody, Dark Time e Theory of Everything, tra le altre) torna alla fine inaspettata del pontificato di Benedetto XVI.

La rinuncia del Papa nel febbraio 2013 è stata un evento senza precedenti nella Chiesa cattolica da secoli, e allora come oggi suscita una serie di controversie, domande e teorie della cospirazione. Il desiderio di affrontare questi dubbi è stato probabilmente un fattore importante per la realizzazione del film.

Se i suoi autori sono usciti illesi dal compito, continua ad essere una domanda aperta, ma nel cercare di rispondere bisogna tener conto di quello che nella trama del film risponde alla realtà, di quello che può essere solo probabile e degli eventi che sono del tutto fittizi.

Funerale del Papa e due conclavi

I due Papi si concentra sull’interpretazione di Anthony Hopkins (Benedetto XVI) e Jonathan Pryce (cardinale Jorge Bergoglio e Papa Francesco). La parte principale della storia si svolge nell’estate 2012, quando Papa Benedetto XVI celebra il settimo anno del suo pontificato. La storia riporta poi all’aprile 2005, con il funerale di Giovanni Paolo II e il conclave iniziato il 18 aprile.

Al secondo giorno di conclave è stato eletto Papa Benedetto XVI. Nel film vediamo anche l’annuncio pubblico della rinuncia di Benedetto XVI durante il concistoro in Vaticano l’11 febbraio 2013 e un altro conclave tra il 12 e il 13 marzo 2013, terminato con l’elezione di Francesco.

Tutti questi eventi, come il corso del conclave e perfino i possibili profili dei cosiddetti papabili alla dignità di vescovo di Roma nel 2005 e nel 2013, sono stati rappresentati fedelmente nella pellicola.

Sono stati mantenuti con precisione anche piccoli dettagli, come le maniche del maglioncino nero che escono da sotto la veste papale di Benedetto XVI durante la prima benedizione dal balcone della basilica di San Pietro il 19 aprile 2005 o la prima benedizione di Francesco il 13 marzo 2013, durante la quale è apparso senza la cappa rossa e le scarpe papali e con la sua croce episcopale al petto. È vero anche il contenuto del breve saluto che Francesco ha pronunciato in italiano, iniziando con il famoso “Buonasera!”

La trama argentina e il sacerdote Maciel

Nelle reminiscenze più lontane della pellicola appaiono ricordi di gioventù del Papa attuale, risalenti a metà degli anni Cinquanta. A questo riguardo, gli autori del film si sono probabilmente rifatti ai dati della biografia Francisco. Vida y revolución di Elisabetta Piqué, pubblicata in Polonia nel 2016.

L’autrice indica che prima di entrare nel noviziato gesuita il futuro Papa usciva con una ragazza che poteva anche pensare di sposare. Alla fine ha rinunciato, seguendo una vocazione sacerdotale sentita in una chiesa trovata per caso camminando per strada e confermata durante la Confessione con un sacerdote di turno nel confessionale.

La storia mostra anche il lavoro del giovane Jorge Bergoglio nel laboratorio chimico prima di entrare in seminario, come confermato nelle biografie. La sua superiora era la paraguayana Esther Ballestrino, che ha continuato ad essere amica di padre Bergoglio per anni ed è poi diventata vittima della sanguinosa dittatura militare del generale Jorge Videla, che ha governato l’Argentina nella seconda metà degli anni Settanta e all’inizio degli anni Ottanta.

La scena rappresentata nel film in cui il futuro Papa la aiuta a nascondersi e porta dei libri di letteratura di sinistra nel portabagagli della sua automobile (tenerli comportava severe rappresaglie in quel momento in Argentina) corrisponde alla realtà, come è emerso in seguito dal tragico destino della Ballestrino, assassinata dal regime.

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