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Suicidio: cosa fare per evitare il tragico epilogo

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Estoy bien - Cortometraje

Dolors Massot - pubblicato il 23/12/19

A Natale si acuisce il senso di solitudine e disperazione di molti. Come aiutare chi soffre di disturbi mentali che possono portarlo al suicidio?

Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno circa 800.000 persone si tolgono la vita. È una cifra terribile, che porta le amministrazioni pubbliche a chiedere una maggiore presa di coscienza relativamente alla salute mentale.

800.000 persone sono tantissime – equivalgono all’intera popolazione di città come San Francisco, Indianapolis, Chihuahua, Frankfurt, Amsterdam o Cracovia.

La salute mentale continua ad essere un tabù radicato di cui si parla poco. Dire che soffriamo o abbiamo sofferto di depressione o crisi di ansia suscita ancora rifiuto.

In molti contesti lavorativi, la pressione è tale che i lavoratori non osano confessare sintomi di depressione o che si stanno curando per paura di essere licenziati, e questo contribuisce ad aumentare la tristezza e la frustrazione, insieme a insonnia, angoscia e ansia. Risultato: la persona affonda in una depressione ancor maggiore.

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Le reti sociali possono essere ingannevoli

Questo contrasta con l’apparenza che conta tanto sulle reti sociali, e può essere compatibile con selfie sorridenti su Facebook o Instagram.

Anche nelle famiglie, il suicidio è spesso una bomba che scoppia senza che nessuno se lo aspetti, e lo stesso vale nella cerchia di amicizie.

Apparentemente, la persona che si è suicidata “stava bene”, o almeno così diceva.

L’importanza di creare legami di fiducia

Per combattere il suicidio, è fondamentale creare legami di fiducia. Bisogna stabilire un clima tale da far sì che la persona che sta soffrendo sia in grado di aprirsi e spiegare cosa le accade e come si sente dentro.

A Natale, molte persone sentono la solitudine in modo più marcato. Non hanno nessuno, e la tentazione di disperare è maggiore.

Cosa possiamo fare?

È importante favorire la comunicazione autentica. Non basta un messaggio Whatsapp di auguri natalizi. Chiamate la persona e ascoltate il suo tono di voce. Fate attenzione alle risposte sfuggenti.

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Guardate le persone negli occhi. Solo così saprete se sono spente o tristi.

Alimentate le conversazioni positive e piene di speranza.

Mostratevi accoglienti, disposti a dedicare del tempo a chi ne ha bisogno. Se siete di fretta, è difficile che le persone vi spieghino le loro preoccupazioni.

Parlate apertamente della situazione: la persona ha smesso di prendere i medicinali? Cos’è che le pesa sul cuore?

Se si tratta di un collega avvicinatevi alla sua scrivania, se è un vicino andate a casa sua. Rompete il ghiaccio. Forse questo passo servirà a salvargli la vita e a togliergli dalla mente l’idea del suicidio.

Invitate la persona per un caffè o una passeggiata, qualsiasi cosa serva per spezzare la sua solitudine.

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Cercate di capire se la persona è più silenziosa del solito. Cercate di capire se c’è un cambiamento di carattere rilevante.

Offritevi per accompagnare dal medico la persona che non sta bene a livello psichico. Permettetele di avere la sua intimità, ma spingetela ad andare da un esperto, psicologo o medico.

Non scartate la possibilità di parlare con un sacerdote. Per le persone di fede, recuperare la speranza in Dio è importante (e non esclude il fatto di andare dal medico o di assumere farmaci). Può essere anche molto utile per le persone senza fede: un sacerdote è una persona che conosce bene la natura umana e ha esperienza nell’assistere le anime. In una crisi, un sacerdote è spesso la persona che chi è più lontano da Dio ringrazia.

Se siete cattolici, pregate per quella persona. L’infinita misericordia di Dio non si esaurisce mai, ed è il regalo più bello che possiamo offrire a una persona che soffre (ma non dimenticate che Dio conta anche sulla vostra azione). Per la comunione dei santi, le nostre preghiere possono applicarsi a beneficio di altre persone. Rivolgetevi al suo angelo custode perché la protegga.

Non giudicate e non criticate, non è il momento di dare la colpa a nessuno. La fiducia, l’amicizia e il fatto che ci veda disposti a cercare il suo bene al di sopra di tutto fanno sì che la persona abbandoni le idee suicide.

Questo video, un cortometraggio intitolato “Sto bene”, affronta la questione del suicidio e può essere di aiuto:

Tags:
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