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Sapete perché San Francesco decise di realizzare il primo presepe della storia?

Il presepe di Greccio
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Il poverello di Assisi decise di farlo a Greccio, in provincia di Rieti, nel 1223

La prima ricostruzione della scena del presepe si attribuisce a san Francesco a Greccio. Francesco nato ad Assisi nel 1181 da famiglia benestante di commercianti di stoffa, dopo una giovinezza scapestrata nel 1205 si convertì al messaggio di Cristo in modo radicale decidendo di rinunciare a tutti i beni materiali del padre Pietro Bernardone e si spoglia dei suoi abiti di fronte al vescovo e a una grande folla.

Insieme ad altri giovani, sceglie di indossare un saio di tela di sacco stretto in vita da una corda, come i mendicanti. Così si forma l’ordine dei Frati Minori.

SAN FRANCESCO ASSISI
Public Domain

Il messaggio di frate Francesco è gioioso e coinvolge anche la natura e gli animali. Infatti l’amore verso il creato lo porterà a comporre il “Cantico delle creature”. Francesco provato dai digiuni, quasi cieco con le stimmate ai piedi e alle mani, è stato un uomo che ha saputo cambiare il corso della storia con l’amore che ha portato a Cristo. Nel 1210 papa Innocenzo III ne approva la regola e nel 1212 la giovane Chiara, sua amica fedele, fonderà il ramo delle Clarisse. La morte lo coglie il 3 ottobre 1226 e due anni dopo è canonizzato da dal papa Gregorio IX e viene tumulato ad Assisi nella basilica a lui dedicata, dove è venerato come patrono d’Italia.

L’orazione per Maria

Il suo biografo fra Tommaso da Celano afferma che per Francesco la festa di Natale era certamente la più bella perché egli in quella data ricordava, come affermava: “il giorno in cui Dio fattosi bambinello s’era nutrito con il latte di una donna”. A tale riguardo egli aveva composto questa orazione: “E ti rendiamo grazie, perché hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre Vergine beatissima santa Maria…”. Un giorno a mensa ascoltando un frate che rievocava l’estrema povertà della Madonna e di suo Figlio nella stalla di Betlemme, si alzò da tavola e andò a terminare il suo pasto sulla nuda terra per onorare “ la regale povertà” di Maria e di Gesù.

Il santo desiderava che a Natale ogni credente esultasse nel Signore e diceva: “Se io potessi parlare all’imperatore, vorrei pregarlo di emanare un comando generale, perché tutti coloro che lo possono, spargano per le vie frumento e granaglie nel giorno del Natale, sicché in quel giorno di tanta solennità gli uccelli abbiano tanto cibo, in abbondanza…”.

Come a Betlemme

San Francesco era stato in Terra Santa e conservava tantissimi ricordi di quei luoghi. Due settimane prima del Natale del 1223, Francesco mandò a chiamare il suo amico Giovanni Velita, signore di Greccio nella zona di Rieti che possedeva un’alta montagna a picco, tutta traforata da grotte e coronata da boschi.

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