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Posso smettere di andare alla Messa la notte di Natale?

CHRISTMAS MASS

TATJANA SPLICHAL | DRUŽINA

Aleteia - pubblicato il 17/12/19

Andare a Messa non dev'essere mai un mero dovere, ma una risposta d'amore al Dio che ci ha amati per primo

Cene, rivelazioni dell’amico segreto, acquisto dei regali dell’ultima ora, feste in famiglia… Gli eventi sociali della notte di Natale sono talmente tanti che molti cattolici sono tentati di dimenticare (o di desistere) dall’impegno principale di questa data: la celebrazione della nascita di Gesù, venuto al mondo per salvarci.

Ma è legittimo smettere di andare in chiesa la notte di Natale per partecipare ad altri eventi?

Sul sito A12.com, padre Luiz Camilo Júnior parla proprio di questo:

“La celebrazione eucaristica è il memoriale della presenza del Signore Risorto nella vita della comunità. L’Eucaristia è la fonte e il culmine della vita cristiana (LC 11). Nell’Ultima Cena, prima di offrire la sua vita sull’altare della croce, Gesù ha voluto fare di se stesso un dono d’amore, si è fatto cibo nel pane e nel vino: ‘Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui’ (Gv 6, 56).

Nella Messa ci riuniamo intorno alla tavola della Parola e alla tavola eucaristica per fare memoria di questo dono di Gesù e perché, comunicando con la sua vita, possiamo partecipare anche alla sua missione. Nella Messa abbiamo la presenza sacramentale del Signore, e intorno alla persona di Gesù ci riuniamo in comunità per crescere nel modo di vivere l’amore e nella comunione fraterna.

Ogni Messa è la celebrazione del Mistero Pasquale di Gesù. In ogni Eucaristia recitiamo il mistero della sua croce, morte e resurrezione. La Messa domenicale occupa un posto di spicco nella vita liturgica della Chiesa, perché la domenica è per eccellenza la pasqua continuata nella vita dei cristiani. La domenica, giorno del Signore, è il tempo speciale della comunità di fede per riunirsi per celebrare il mistero della vita di Gesù, che continua a verificarsi nella vita di tutti coloro che credono alla sua Parola e cercano di vivere il suo comandamento d’amore.

Ci sono anche date speciali e importanti nel calendario liturgico la cui solennità ci aiuta a pregare meglio il mistero della presenza di Cristo Salvatore, il Dio che si è incarnato ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. La Liturgia, madre di tutte le liturgie, è la Veglia Pasquale, in cui proclamiamo il fulcro della nostra fede: la Resurrezione di Gesù. Tutte le altre celebrazioni della Chiesa continuano il mistero di fede celebrato nella Pasqua.

Anche il mistero dell’incarnazione di Gesù è un elemento fondamentale della nostra fede cristiana. La Messa del Natale celebra il profondo mistero d’amore del Dio che si è fatto uomo per renderci divini.

Partecipare alla Messa di Natale ci colloca in questo mistero di Dio che ci ha amati al punto da mandare suo Figlio a salvarci (Gv 3, 16).

Andare a Messa non deve mai essere un mero obbligo formale, ma una risposta d’amore al Dio che ci ha amati per primo. Andare per apparenza non significa niente. Dobbiamo riscoprire l’importanza sacra dell’Eucaristia della notte di Natale nel celebrare Cristo, la Parola eterna del Padre che si è fatta carne e che nell’Eucaristia continua a donarsi per amore di tutti noi. Andare solo perché si pensa che sia peccato mancare può privare dell’atteggiamento fondamentale della gratitudine dell’amore che dev’essere la motivazione principale per cercare il Signore.

Il Natale è la celebrazione di Gesù che desidera ancora una volta nascere tra noi. Scegliere di non partecipare alla Messa di Natale solo per voler vivere un’altra cosa in quel giorno toglie tutto il significato che porta il Natale, perché la prima cena è con Gesù. Il Bambino-Dio accolto sull’altare darà senso sacro alla cena in famiglia. Senza accogliere davvero Cristo, Dio-amore incarnato, la nostra cena di Natale si fermerà al sapore dei piatti. E il Natale dev’essere la celebrazione dell’amore di Dio che trasforma la nostra vita”.

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