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I donatori di “Adotta una famiglia” portano il Natale ai rifugiati in Libano

Mission of Hope and Mercy

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J.P. Mauro - pubblicato il 17/12/19

Le donazioni finanziano cene festive, doni, assicurazione medica e spese scolastiche

Dal 2001, il Libano è diventato un porto per i rifugiati cristiani. Il Libano ha accolto circa 1,5 milioni di rifugiati siriani e palestinesi, corrispondenti a circa un terzo della popolazione del Paese.

Il 2019 ha visto il Libano sprofondare nella crisi economica, il peso della quale ha portato alla cacciata dell’ex Primo Ministro Saad Hariri, e mentre i funzionari del Paese affrontano la crisi del debito libanese laSaint Rafka Mission of Hope & Mercy si sforza di aiutare i cristiani.

Il 14 dicembre, l’organizzazione ha tenuto un concerto di Natale in cui ha offerto a 4.500 rifugiati una cena natalizia e ha donato 2.500 regali di Natale ai bambini. L’iniziativa, ospitata dall’arcivescovo caldeo di Beirut, Michael Kassargi, ha anche raccolto fondi per offrire a 100 famiglie l’assicurazione medica d’emergenza, secondo la CNAorganizzata attraverso l’Our Lady of Hope Medical Center di Beirut.

Padre Andre Sebastian Mahanna ha parlato con la CNA della situazione che la maggior parte dei rifugiati deve affrontare:

“In questo periodo natalizio, adottate una famiglia nelle vostre preghiere. Pregate per una famiglia – per un padre e una madre che non riescono a mettere il cibo sulla tavola, che non possono permettersi le medicine per i loro figli o per se stessi, che non possono permettersi di pagare un affitto. Pregate per il loro sostentamento”.

La pagina “Adotta una Famiglia” del sito di St. Rafka informa che sono accettate donazioni di qualsiasi entità.

Un contributo di 25 dollari USA nutrirà una famiglia a Natale, uno di 50 dollari USA fornirà un mese di cibo e prodotti igienici e un regalo di Natale per i bambini. Le donazioni di 100 dollari o più verranno divise per aiutare varie famiglie. Le donazioni in surplus saranno utilizzate per le assicurazioni mediche e il pagamento delle spese scolastiche.

Padre Mahanna ha spiegato che tutte le donazioni andranno ad aiutare i rifugiati, contribuendo ad alleviare il peso economico del dover ospitare un terzo della popolazione del Paese come rifugiati.

“La crisi ha ora prosciugato tutto il sistema bancario, gli investitori privati non possono ritirare il proprio denaro… I bancomat non danno denaro alla gente, e non si può neanche accedere al proprio conto e ritirare denaro in alcuni luoghi per più di mille dollari al mese, in altri per più di 400”.

Anche se il concerto e la cena del 14 dicembre sono ormai passati, le donazioni sono ancora le benvenute, perché il St. Rafka continuerà a mettere in pratica la carità natalizia a gennaio, culminando nella celebrazione dell’Epifania, il 6 gennaio, quando verranno distribuiti dei doni al Bird’s News Orphanage di Byblos. La CNA indica che alcuni doni verranno inviati anche agli orfani assistiti dalle Suore del Santissimo Sacramento e dalle Suore Efraimite di Harissa.

Padre Mahanna ha lodato gli sforzi dei Libanesi che si sono riuniti per aiutare i loro fratelli e le loro sorelle in Cristo.

“Sono molto orgoglioso delle chiese in Libano… Cucinano, incartano panini… Inviamo tutto ai rifugiati cristiani come Missione di Speranza e Misericordia su base mensile. Mandiamo ogni mese 200 kit igienici e 200 pacchi alimentari, e ora per Natale mandiamo 2.500 regali”.
Tags:
libanonatalerifugiati
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