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Curare un bimbo non è dargli una medicina da adulto a dosaggio inferiore

CHILD, TAKE, PILL
Andy Shell | Shutterstock
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I bambini italiani assumono molti farmaci, in molti casi non necessari o troppo potenti. I farmaci andrebbero invece usati in maniera responsabile e consapevole.

Di Tiziana Corsetti

La necessità di informare e di preparare la popolazione ad un uso responsabile e consapevole dei farmaci in pediatria è espressa in modo esplicito anche dalle Società Scientifiche, che a più riprese hanno sottolineato l’importanza di promuovere lo studio dei farmaci in ambito pediatrico.
Molto spesso, infatti, i dati che abbiamo a disposizione sui farmaci non provengono da studi clinici specifici su bambini. Per questo motivo, nei bambini vengono spesso impiegati, a dosaggi inferiori, medicinali che in realtà sono autorizzati per l’età adulta. Si tratta della cosiddetta prescrizione off-label. Tale pratica, purtroppo largamente consolidata, prende origine da una cultura medica ormai superata che considerava il paziente pediatrico un adulto in miniatura. Questo atteggiamento deriva da convinzioni erronee ed espone il piccolo paziente a dei rischi.

Non tutti i farmaci utilizzati in ambito pediatrico, infatti, hanno la stessa identica risposta in lattanti, bambini e adolescenti, perché il farmaco viene assorbito e metabolizzato in maniera differente nei diversi momenti della crescita. Una particolare attenzione va posta al momento della somministrazione, per quanto riguarda la scelta dei medicinali e i rispettivi
dosaggi, da valutare in base alle età dei giovani pazienti. Secondo un recente documento dell’Agenzia Italiana del Farmaco, i bambini italiani assumono molti farmaci, in molti casi non
necessari o troppo potenti per il problema da trattare, in particolare antibiotici e medicinali per problemi respiratori, specialmente prima dei 3 anni.

SCHEMA, FARMACI, BAMBINI
Ospedale Bambino Gesù

 

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL MAGAZINE MULTIMEDIALE A SCUOLA DI SALUTE

 

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