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Che fare con la stanchezza e i pesi quotidiani?

Tired woman
Lena Ivanova / Shutterstock
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Alzi la mano chi non cede di fronte a un problema con suo figlio, alla malattia di un amico o a una discussione di coppia

Ogni giorno, sul portone della scuola, tra i gruppi di madri e padri che vanno a riprendere i figli si ascolta la parola “stanchezza”, e se invece di parlare in gruppo si potessero avere conversazioni più intime, con ogni probabilità si sentirebbe parlare piuttosto di “peso”.

Per quanto nelle reti sociali e nella maggior parte delle situazioni quotidiane le persone mostrino il lato più amabile della vita, chi non ha dei cedimenti?

Alzi la mano il padre o la madre di famiglia a cui un problema con il figlio, la malattia di un amico o una discussione di coppia non toglie il sonno.

La vita è anche fatta di stanchezze e pesi, e non è sempre facile sapere cosa farne.

Non si tratta di parlare dei propri dispiaceri a destra e a sinistra, ma è importante avere degli spazi per sfogarsi in cui poter condividere il proprio rimuginare interiore mentre qualcuno ascolta con affetto, consiglia o aiuta a cercare soluzioni.

Cosa fare di fronte alla stanchezza e ai pesi della vita?

Non sempre va di condividere, o non va solo di farlo.

La soluzione ai problemi non è sempre solo qualcosa di concreto o tangibile. Spesso può essere collegata al fatto di confidare in Qualcun altro, al puntare oltre, anche se dobbiamo stare con i piedi per terra.

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 11, 28).

Non è una pubblicità, ma una citazione del Vangelo, probabilmente una delle più note.

Come una cosa è capire un’idea e un’altra ben diversa è interiorizzarla e metterla in pratica, così accade con il Vangelo. Quello che costa di più è praticarlo, renderlo vita.

Bisogna cercare riposo per le stanchezze e soluzioni ai pesi, ma non devono essere al margine dell’aspetto spirituale. Si deve affrontare l’aspetto spirituale, quando è possibile trovare serenità, anche se continua a esistere un conflitto.

Non si tratta, però, di trovare solo serenità, ma anche di mostrare un aspetto della propria persona che possa aiutare a rafforzare i rapporti.

Se è un problema collegato ai figli che toglie il sonno, vi siete chiesti quanto può far loro bene sapere che pregate per loro o che rendete grazie a Dio per i loro successi? Avete provato a pregare con loro? Avete pensato a come cambia il vostro rapporto con gli altri quando non lasciate al margine Dio nei momenti di angoscia o stanchezza?

Il Vangelo non è un insieme di parole vuote, al contrario. Tutto si riempie di senso quando lo rendiamo vita.

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