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In che giorno è nata la Vergine Maria?

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I cattolici celebrano il compleanno della Madonna l’8 settembre. Ecco perché

Nella Chiesa cattolica celebriamo molte feste di santi. Avendone fortunatamente migliaia, si commemorano migliaia di feste. Non si celebra, però, la data di nascita del santo, bensì quella della sua morte, che corrisponde al giorno in cui è entrato nella vita eterna. Solo in tre casi si commemora il giorno della nascita: quella di Nostro Signore Gesù Cristo (Natale), la nascita di San Giovanni Battista e la Natività della Santissima Vergine Maria.

La Natività della Madonna è una festività religiosa celebrata dalla Chiesa cattolica esattamente nove mesi dopo la commemorazione dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria. La festa della Natività veniva celebrata nell’Oriente cattolico molto prima che venisse istituita in Occidente. Secondo una bella tradizione, questa festa ebbe inizio quando San Maurilio la introdusse nella diocesi francese di Angers, a seguito di una rivelazione, nell’anno 430:

“Un signore di Angers si trovava nella prateria di Marillais, la notte dell’8 settembre di quell’anno, quando sentì gli angeli che cantavano in Cielo. Chiese loro quale fosse il motivo del canto, e gli risposero che cantavano di gioia per la nascita di Nostra Signora la notte di quel giorno”.

A Roma, già nel VII secolo, si trova il registro della commemorazione di questa festa. Papa Sergio la rese solenne, mediante una grande processione. In seguito Fulberto, vescovo di Chartres, diede un grande contributo alla diffusione di quella data in tutta la Francia. Papa Innocenzo IV, nel 1245, durante il Concilio di Lione, estese infine la festa a tutta la Chiesa.

Così diceva padre Antônio Vieira di questa celebrazione:

“Volete sapere quanto è felice, alta e degna di essere festeggiata la nascita di Maria? Considerate perché è nata. È nata perché da Lei nascesse Dio. (…) Chiedete ai malati perché nasce questa ragazza celestiale, e vi diranno che nasce per essere Signora della Salute; chiedete ai poveri, diranno che nasce per essere Signora dei Rimedi; chiedete agli indifesi, e diranno che nasce per essere Signora del Rifugio; chiedete agli sconsolati, diranno che nasce per essere Signora della Consolazione; chiedete ai tristi, e diranno che nasce per essere Signora della Gioia; chiedete ai disperati, diranno che nasce per essere Signora della Speranza. I ciechi diranno che nasce per diventare Signora della Luce, i discordi per essere Signora della Pace, gli sviati per essere Signora della Guida, i prigionieri per essere Signora della Liberazione, gli assediati per essere Signora della Vittoria. I supplici diranno che nasce per essere Signora del Buon Officio, i naviganti per essere Signora del Buon Viaggio, chi teme per la sua fortuna Signora del Buon Successo, gli sfiduciati nella vita Signora della Buona Morte, i peccatori Signora della Grazia, tutti i suoi devoti Signora della Gloria. E se tutte queste voci si uniscono in una sola, diranno che nasce per essere Maria e Madre di Gesù” (Sermone sulla Nascita della Madre di Dio).

San Giovanni Damasceno, nel suo discorso per la nascita di Nosta Signora Santissima, la Madre di Dio e sempre Vergine Maria, scrive:

“Venite, tutte le nazioni, venite, uomini di tutte le razze, lingue ed età, di tutte le condizioni: con allegria celebriamo la natività della gioia del mondo intero! Se i greci sottolineavano con tutti i tipi di onori – con i doni che ognuno poteva offrire – il compleanno delle divinità, imposti agli spiriti da miti bugiardi che oscuravano la verità, e anche quello dei re, pur essendo essi il flagello di tutta l’esistenza, cosa dovremmo fare noi per onorare il compleanno della Madre di Dio, grazie alla quale tutta la razza mortale fu trasformata, grazie alla quale il castigo di Eva, la nostra prima madre, fu trasformata in allegria? In effetti, una di esse sentì la sentenza divina «Darai alla luce in mezzo alle pene»; l’altra sentì, a sua volta: «Rallegrati, o Piena di Grazia». Alla prima fu detto «Ti inchinerai a tuo marito», ma alla seconda: «Il Signore è con te». Che omaggio offriamo allora alla Madre del Verbo, se non un’altra parola? Che tutta la creazione si rallegri e festeggi, e canti la natività di una santa donna, perché ella generó per il mondo un tesoro imperituro di bontà, e perché per lei il Creatore cambiò tutta la natura in uno stato migliore, grazie alla mediazione dell’umanitá. Perché se l’uomo, che occupa il luogo tra lo spirito e la materia, è il legame di tutta la creazione visibile e invisibile, il Verbo creatore di Dio, unendosi alla natura umana, si unì attraverso di essa a tutta la creazione. Festeggiamo così la sparizione della sterilità umana, perché cessó per noi l’infermità che ci impediva il possesso dei beni”.

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