Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Posso lodare Dio anche con mascara, ombretto e rossetto!

BEAUTY
Mike Laptev|Shutterstock
Condividi

Il rapporto col make up è complicato: spesso lo pensiamo superfluo, legato solo alla vanità o qualcosa che non piace a Dio. Invece la bellezza parla di Dio, curarsi, anche nell’aspetto e senza esagerare è darGli lode, è uno strumento che ci aiuta a veicolare il nostro messaggio.

Attenzione: leggere attentamente le avvertenze e dosare con dignità, il prodotto potrebbe avere effetti collaterali soprattutto se usato senza equilibrio, contattare un esperto in caso di poca dimestichezza, tenere fuori dalla portata dei bambini.

Cara Chanel, caro Dior, Yve Saint Laurent ed Este Lauder tutti.
Voi rossetti, mascara ed ombretti che ve ne state silenziosi e un po’ affranti a rinsecchirvi nella mia trousse, a voi tutti chiedo scusa.
Chiedo scusa perché fino ad oggi non sono stata leale con voi e vi ho tradito: sì vi ho tradito!
All’inizio c’era un sincero amore, la passione delle prime volte che mi ha spinto eccitata a tirare fuori la carta di credito per avervi con me, poi, una volta entrati nell’intimità della mia trousse, una candida vergogna di chi ancora non si conosce e deve scoprirsi. Le prime volte con il tocco delicato, il giusto tempo per stendere bene la matita temperata al punto giusto. Quell’attenzione a non osare troppo con il rossetto, ad essere delicata, a non diventare sfacciata con il mascara.
E dopo le prime volte, capire che avevate bisogno del vostro tempo, dei vostri spazi, della vostra routine che non fa sconti a nessuno.
E poi quel fatidico giorno.
Quel giorno in cui mi sono detta “non posso, troppo sforzo, non devo”.
Non so neanche se sia stato un giorno.
Credo sia stato un periodo.
Sì sono qui per confessarvi quel periodo senza nome, senza data, quando qualcosa in me è cambiato.

Mi ero detta, sono creatura di Dio, non ho bisogno di loro, non sono coerente con me stessa, non sono una giusta frequentazione. Così vi ho abbandonato nel buio della trousse, nella solitudine di chi viene scansato e non capito.
Vi ho considerato nemici, avevo paura di diventare una maschera, avevo paura che avreste preso il controllo su me stessa.
Come con le amiche belle del gruppo di cui diventi succube. Avevo paura che non eravate lì per me ma per prendervi me.

Sono qui per chiedervi scusa.
Perché la bellezza, la mia bellezza, non è il mio nemico.
La bellezza è il veicolo più veloce, la comunicazione più diretta.
I Re della bibbia erano “segnati da Dio nella bellezza”, lo stesso re Davide è un ragazzo “biondo, dagli occhi belli e di piacevole aspetto”.
Non andiamo certo a Roma per vedere le buche, i parchi incolti o l’immondizia per strada. Non andiamo a Firenze a vedere la periferia e i palazzoni.
No. A Firenze vogliamo il David e gli Uffizi, a Roma la magnifica Pietà e il Colosseo.

La bellezza ci attira, la bellezza ci fa riflettere, la bellezza è contemplazione.
E se fosse anche preghiera? Se fosse uno sforzo, un tempo offerto a Dio?
Se anche noi, ispirandoci a ciò che fece Dio nella Bibbia, utilizzassimo la bellezza per veicolare?
Se fosse un modo di attrarre, non fine a se stesso, ma per far scoprire qualcosa di più profondo e bello?
Del resto parlo io che ho sempre scelto i miei libri dalla loro copertina! Che se la scrittrice ha accettato una copertina brutta, figuriamoci il resto.
Parlo io che “…ma hai visto che bello quello? Dai fai finta di farmi la foto che devo farlo vedere a mia sorella!”.
Maria me la immagino bella, Gesù me lo immagino bello, anche le sante me le immagino belle. E gli angeli…vogliamo parlare degli angeli?
Ma non è la realtà di questa bellezza che conta o meno (è bello ciò che piace!), è il fatto che per noi la bellezza va a braccetto con il divino. “Bello come un Dio” vi dice qualcosa?
E la contemplazione? Le sculture alte, imponenti e perfette delle nostre chiese ci fanno pensare alla perfezione, al bello, a Dio.
Perciò mia cara trousse tutta, mi scuso perché non ho fatto di te strumento, perché non ho fatto di me veicolo di Dio, anche nel mio aspetto esteriore. Curato, bello, esaltato anche dalla giusta dose di trucco. Senza esagerare, siamo d’accordo.
Sia anche il tempo speso a farmi bella un lodarti, Signore!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DAL BLOG MARTHA,MARY AND ME.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni