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L’Annunciazione e gli angeli: le due versioni dei Vangeli Apocrifi

ANGELS
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Apocrifo, nella terminologia religiosa greca, indica i libri segreti, rivelatori di verità occulte

Notevole è la presenza degli angeli della natività nei testi apocrifi. L’aggettivo apocrifo cioè nascosto attribuito a uno scritto di contenuto religioso – per esempio un Vangelo, un’epistola – è considerato di solito sinonimo di “non autentico”, quindi falso e non affidabile in contrapposizione a canonico a cui invece viene attribuito il significato di “autentico”.

Apocrifo, nella terminologia religiosa greca, indica i libri segreti, rivelatori di verità occulte, quindi non facilmente assimilabili dalla massa dei fedeli e destinati pertanto all’istruzione degli iniziati. Già nel Nuovo Testamento il termine canone appare in due passi delle lettere dell’apostolo dai Padri della Chiesa per indicare decreti conciliari, norme disciplinari e momenti della liturgia. Inoltre è utilizzato per stabilire cataloghi di testi religiosi di cui si autorizzava l’uso; al contrario gli scritti esclusi dai cataloghi erano definiti apocrifi. In realtà nella lingua greca il significato letterale di canone è “asta” o nei casi specifici “regolo misuratore”.

© Public Domain
Uno dei Vangeli apocrifi: il Vangelo di Barnaba

Vecchio e Nuovo Testamento

Con questo significato il termine indicava nel mondo ellenico la “misura” e quindi la regola perfetta sia in campo musicale sia in letteratura, sia per traslato nell’attività religiosa. Il canone ebraico fu definito verso la fine del V secolo a. C. e dal tempo della sua stesura fino all’avvento di Cristo non ci furono profeti riconosciuti, e pertanto nemmeno scritti ispirati da Dio. A ciò fa cenno Gesù nel Vangelo di Matteo (Mt 23,35), riferendosi alla persecuzione e uccisione di tutti gli uomini giusti, da Abele fratello di Caino fino a Zaccaria. I libri apocrifi, chiamati deuterocanonici, furono messi per iscritto durante i quattro secoli di silenzio che corrono tra la stesura del Libro di Malachia e l’annuncio della nascita di Giovanni Battista.

Oltre ai libri apocrifi dell’Antico Testamento si conoscono diverse scritture apocrife riferite al periodo del Nuovo Testamento: per esempio i vangeli della natività e dell’infanzia di Gesù o il cosiddetto apocrifo di Giovanni. L’arcangelo Gabriele è sempre presente nei passi dei vangeli apocrifi che riguardano l’Infanzia di Gesù e durante le varie annunciazioni per la nascita di Maria e quella stessa di Gesù. Gli angeli appaiono anche nei vangeli della passione e della resurrezione accanto al Cristo risorto. Quindi verso la fine del I secolo nasce una letteratura cristiana popolare che cerca di soddisfare la curiosità dei fedeli ricorrendo al genere narrativo e pretendendo di poter apportare chiarimenti su punti che i vangeli canonici hanno lasciato in ombra.

Private Collection
The Nativity, Angels Entertaining the Holy Child, Marianne Stokes, (England, 1893)

L’Ascensione di Isaia

Tra questi testi apocrifi viene presa in considerazione specialmente l’Ascensione di Isaia. Il teologo Raymond Winling sostiene che ciò che caratterizza tale testo apocrifo è il quadro nel quale si inscrive la discesa del Figlio di Dio sulla terra. In effetti, l’autore riprende una strutturazione dell’universo ampiamente diffusa negli ambienti giudaici e greci dell’epoca. La Terra era ritenuta circondata da sette cieli. Si identificava il primo cielo con il firmamento oppure si situava il firmamento al di sotto del primo cielo come avviene nell’apocrifo Ascensione di Isaia.

I sette cieli erano ritenuti abitati da potenze angeliche. Secondo il nostro apocrifo, gli angeli del sesto e settimo cielo partecipano alla perfezione divina, quelli dei cinque cieli inferiori sono man mano meno perfetti. Quanto alla zona che si estende tra il firmamento e il primo cielo, è popolata da potenze angeliche che si sono ribellate a Dio e che cercano di impedire agli uomini si risalire verso Dio.

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