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Prestiamo la nostra fede a chi deve incontrare Cristo!

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Nicoleta Raftu|Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 09/12/19

Pensiamo sempre alla fede come a qualcosa di nostro: o ce l'hai o non ce l'hai. Il Vangelo ci ricorda che invece la nostra fede possiamo prestala agli altri, per aiutarli a calarsi da quel tetto, come per il paralitico e permettergli di incontrarLo. La nostra fede può essere il punto d'appoggio che Cristo usa per grandi miracoli.

Un giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davanti a lui.
Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza. Veduta la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi».
Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: «Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Che cosa andate ragionando nei vostri cuori? Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti dico – esclamò rivolto al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua».
Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio.
Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Luca 5,17-26

Il Vangelo di oggi ci tiene a sottolineare che gli scenari attorno a Gesù sono due: il primo è quello di chi gli è seduto intorno; il secondo è quello di chi non riesce a passare perché la folla è troppo grande perché chi gli è seduto intorno fa da barriera. Ciò che collega il dentro e il fuori di questi due scenari è un gruppo di uomini:

Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davanti a lui. Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza.

Mi piace pensare che il primo miracolo del Vangelo di oggi sia proprio la creatività spericolata di questi uomini. Il mondo di oggi se rimane ancora in piedi è per uomini così che capiscono che l’unica cosa che conta non è semplicemente lamentarsi perché qualcuno fa da muro, perché le cose non vanno, perché non è giusto, ma comprendono che l’unica cosa interessante che può cambiare le cose e lasciare che Cristo incontri personalmente queste cose che non vanno. Per amore di questa convinzione sono disposti a tutto purché accada questo incontro che salva.

Veduta la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi»”.

Incontrare il perdono significa incontrare ciò che scioglie da quei legacci che ci inchiodano alle situazioni senza possibilità di andare avanti. Incontrare il perdono significa incontrare ciò che ci guarisce dal rancore. Incontrare il perdono significa incontrare un amore che fa ripartire la vita. incontrare il perdono significa vedersi liberi dalle nostre paralisi. Ed è bello pensare che a volte questa esperienza accade non perché ne siamo in grado noi, ma perché qualcuno ci presta la fede necessaria. È un po’ come dire che pregare per gli altri, occuparsi di loro, inventarsi qualcosa per loro non è mai inutile. Dio guarda questo nostro metterci a disposizione. Speriamo che la nostra fede possa essere il punto di appoggio di un miracolo.
#dalvangelodioggi

Tags:
vangelo
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