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Evangelizzare è avere sete e condividere gioia

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GiorgioMagini|Shutterstock
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Andate per le strade, trovate dei compagni, condividete con loro la gioia di averLo incontrato. Dite a tutti che vi ha guarito, che vi ha ridonato la vista, la giusta prospettiva sulla vita e sul mondo. Siate assetati: è la sete continua che ci porta sempre alla Sorgente!

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi».
Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: «Credete voi che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede».
E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!».
Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.

Matteo 9,27-31

Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi».

Come avranno fatto questi due ciechi a seguire Gesù? la situazione sembra tragicomica ma in realtà forse potrebbe indicarci qualcosa di molto più profondo. Ci sono cose di cui abbiamo talmente tanto bisogno che sono esse stesse a guidarci. La sete in noi è così forte che essa stessa ci guida verso la sorgente. È la grande lezione del Vangelo di oggi. La seconda è saper trovare compagni di strada. Molte esperienze di amicizia nascono proprio dalla condivisione delle stesse fatiche. I migliori amici li abbiamo trovati ai margini delle nostre ferite. E li abbiamo riconosciuti amici perché non li abbiamo usati per riempire i nostri vuoti, ma per aiutarci a rimanere in piedi davanti ad essi. Ecco, due amici così, pregano Gesù e gli implorano la guarigione.

Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: «Credete voi che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.

Nessuno può donarti qualcosa in cui innanzitutto tu non credi veramente. Nessun miracolo è possibile per chi non è disposto a credergli. Questo non perché Gesù non ne abbia il potere, ma perché senza la partecipazione della nostra libertà noi non vivremmo quel cambiamento come grazia, ma come una magia, un gesto sovrapposto alla vita. In tutto ciò però c’è una conseguenza che ogni tanto il Vangelo sottolinea: è talmente tanta la gioia che nemmeno davanti all’espressa richiesta di Gesù di non dirlo a nessuno, si riesce a stare in silenzio.

Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.

L’evangelizzazione vera è un irresistibile bisogno di condividere la gioia dell’incontro con Chi ha cambiato la nostra vita donandoci di nuovo di vedere qualcosa per cui valga la pena vivere.
#dalvangelodioggi

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