Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!
Aleteia

I 5 libri più belli della settimana scelti per le donne

BOOKS
morrowlight|Shutterstock
Condividi

Una tradizione islandese, nota come Jólabókaflód, è quella di scambiarsi libri la Vigilia di Natale e leggerli subito. Ve ne consigliamo cinque, da regalare o regalarvi questo Natale: pazienza se non sapete come si pronuncia correttamente Jólabókaflód!

Clicca qui per aprire la galleria fotografica

Si chiama Jólabókaflód. Ho fatto copia e incolla per scriverlo, figurarsi sapere come si pronuncia. Poi credo che anche la funzione “pronuncia” del traduttore sia andata un po’ a naso: tanto in quanti vuoi che lo capiscano davvero, l’Islandese?

Comunque, dietro a questa parola che potrebbe essere pure un nuovo mobile Ikea, si nasconde invece una tradizione antica che malgrado l’infelice pronuncia credo spopolerà come tutte le cose dal nome finto-esotico, che vengono dal nord e quindi sono per dogma moderne-belle-perché-noi-no? 

Jólabókaflód è la tradizione islandese di scambiarsi libri la Vigilia di Natale.

A parte la provenienza che gioca a suo favore, il significato che porta è comunque davvero bello, soprattutto se siete di quelli che a Natale adorano regalare libri in una sorta di missione segreta verso l’alfabetizzazione, il pensiero critico o semplicemente con l’augurio di ri-prendersi del tempo per pensare e viaggiare in mondi lontani con un pezzo di carta che non sia il solito biglietto aereo: diciamocelo, non ho tutto questo budget per Natale e poi, Greta, non approverebbe. Invece Jólabókaflód (Jólabókaflóðið) inquina molto meno di un volo low cost: tenete conto che valgono anche i libri per Kindle o quelli usati o dal mercatino delle pulci. Anzi, spesso gli islandesi regalano proprio libri appartenuti a loro stessi, come fosse un lasciare a chi amano qualcosa che gli ha dato tanto e che ora vorrebbero condividere (non è perché hanno un budget pure più basso del mio per i regali, eh!).

Questa tradizione prese piede durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, quando la carta era una delle poche merci non razionate. Un po’ amore, un po’ necessità di trovare qualcosa da regalare, ecco che gli islandesi ci hanno preso gusto a leggere questi libri tanto da farne non solo necessità passeggera, ma tradizione e pare che la popolazione (senza figli, aggiungo io!) legga una media di otto libri l’anno. Comunque, se volete rispettare la tradizione, oltre al libro, assicuratevi di munirvi di cioccolata calda (eh, niente, qui ammetto che i nordici sono davvero avanti) o la jólabland (qui, invece, come sopra, copio, incollo e spero!) una particolare birra senza alcool, scartare il vostro libro e mettervi subito a leggerlo, senza perdere tempo!

Noi, se siete indecisi, ve ne consigliamo cinque e vi ricordiamo che, probabilmente, vale anche auto regalarseli!

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni