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Letterina di Natale di una mamma (… perché anche i grandi hanno tanti desideri!)

WOMAN, CHRISTMAS, TREE
Mias Photoart | Shutterstock
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Tra l’ironico e il molto serio, ecco alcune richieste a Gesù Bambino. Una soprattutto: cambia il mio cuore, fanne una capanna per accoglierTi dentro la vita.

Cari San Nicola (alias Babbo Natale) e Gesù Bambino,
cito entrambi così non si offende nessuno e raccatto consensi un po’ da tutte le fazioni possibili ed esistenti in questo periodo (ok, dovrò migliorare il mio sarcasmo).
Ho deciso di scrivervi questa lettera perché credo che anche gli adulti debbano esprimere le loro richieste, non solo i bambini.
Ho un bel po’ di cose da chiedervi ed è per questo che vi scrivo in largo anticipo, cosi avete tutto il tempo per organizzarvi nell’esaudire almeno alcune delle richieste.

Per prima cosa però vorrei ringraziarvi, da piccola avete reso migliori le mie giornate nel periodo natalizio, non so se effettivamente ci fosse il vostro zampino nel quieto vivere dei miei genitori, ma voglio credere sia così.
Sapete benissimo perché amo il periodo natalizio, creare il presepe e l’albero era il momento in cui la mia famiglia era veramente unita, ci lavoravamo tutti insieme e quando andavo a dormire, ogni sera vedere quelle luci intermittenti colorate sul soffitto della camera da letto mi riempiva il cuore di gioia.
Vogliamo parlare della mattina di Natale?
Uscire dalla cameretta e controllare se nella capanna c’eri tu, Gesù Bambino, mi faceva battere forte il cuore, perché sapevo che una volta aperta la porta della cucina avrei trovato i regali lasciati da Babbo Natale, il tuo caro e fedele aiutante.
Poi sempre la solita routine che tanto amavo, colazione, messa e poi giornata a casa con nonna (e giro dagli altri nonni), giochi e per pranzo un sacco di cose da mangiare ed immancabili gli antipasti carichi di gelatina che solitamente scartavo perché era nauseante; poi panettone e il mitico elmo medievale con la scatola del pandoro (non ho mai capito come facesse mio padre a sollevarlo con quel trucchetto che lo rendeva paonazzo…).
Quanti ricordi, e stranamente tutti belli… per questo grazie, grazie grazie.

CRECHE,NATIVITY
Philippe Lissac | Godong

Ma ora veniamo a noi e alle richieste serie.
Per prima cosa vorrei che bandiste l’idea di addobbare prima di dicembre, per quanto ami il Natale, le tradizioni vanno rispettate, altrimenti che attesa è?
Ok, anche io smetterò di rompere le scatole ad agosto con post natalizi ma almeno in casa non addobbo prima del tempo.
La seconda richiesta riguarda proprio voi due: cosa ne dite di scrivere una missiva (I love medioevo) in cui spiegate che collaborate alla grande e che qui sulla terra non c’è bisogno di bisticciare per questo?
No perché qui ogni tanto si creano casini per queste cose e vorrei lo evitassimo, perché rischiano di buttare al vento questi ventiquattro giorni discutendo di cose poco importanti.
Terza richiesta: è possibile evitare quantità allucinanti di regali limitandosi all’essenziale?

Lo sapete benissimo cosa intendo. Non date retta a ciò che vi dicono i genitori, perché i bambini si sa che chiedono chiedono chiedono, ma l’ultima parola sta al genitore, per cui dovreste magari dare una scossa, leggera si intende, quando stanno esagerando, perché il Natale è ben altro.
Da piccola ero sommersa di regali da voi e da San Martino (lui, poi, zitto zitto me ne dava anche più di voi), però nessuno ha mai pensato che il vuoto che c’era dentro non poteva essere colmato dai regali e vedo lo stesso errore anche ora quando portate i regali per i miei figli ai miei genitori.
Non chiedo molto, una scossetta quando mettono mano al portafoglio e una piccola illuminazione; chiedo troppo?

Quarta richiesta (questa è superficiale): possiamo mettere un limite alle caramelle? Oppure ridurre il costo del dentista, lascio a voi la scelta perché qui Giorgia ha qualche problemuccio di carie facili per cui mi fareste un favore; anche perché con il fatto che mangiano una caramellina circa 4 volte a settimana solitamente le finiamo a ferragosto.
Quinto punto a cui tengo particolarmente.
All’inizio volevo chiedervi di abolire i pranzi/cene in cui vedi parenti di cui manco conosci il nome e a cui fai il sorriso di circostanza e si inizia a parlare delle temperature e della mancata nevicata.
Oppure quelle in cui devi avere a che fare con persone che non sopporti e la cena entra in modalità ipocrisia dove nella sedia accanto alla tua c’è Satana che ti picchietta sulla spalla congratulandosi per il lavoro svolto, perché sì, a Natale si diventa tutti più buoni ma nel momento in cui si diventa falsi va tutto a quel paese.

Ecco, non voglio chiedervi di abolire questo, ma di cambiare il cuore delle persone; che si passi dal vedersi una volta all’anno (o se muore qualcuno) al sentirsi qualche volta in più.
Che si passi dal non sopportasi al prendersi una pausa saltando anche un Natale per poi chiarire e ricominciare, altrimenti è meglio uno scambio di messaggi di auguri (solitamente finti e con gattini o pinguini) su Wathsapp.
Che si possa imparare a comprendere gli altri, (ok, questa è una sesta richiesta), ad andargli incontro, a parlare, a cercare di non giudicare, di capire che ogni sentimento negativo è la via per autodistruggerci (no, per favore, non esaudite “autodistruggersi” nel vero senso della parola altrimenti sono la prima a saltare per aria) e a distruggere i rapporti e gli altri…
Ecco, forse la richiesta più importante è proprio questa, che possiate aiutare le persone a cambiare il loro cuore perché c’è tanto bisogno di cose belle, di amore e di rapporti sinceri, di fratellanza/sorellanza al di là dei rapporti di sangue.
Se è una richiesta troppo difficile lo capisco, ma con piccoli passi quotidiani magari diventa un pochetto più facile, potreste dare qualche dritta, Gesù Bambino è il top in queste cose e lo so bene.

Aggiungo anche un’altra piccola richiesta, cambiate anche il mio di cuore, perché ne ho tanto bisogno, veramente tanto e so che senza di te caro Gesù Bambino, (scusa Babbo ma tu esuli da questo discorso ora) non potrei fare nulla e non sarei nulla, fa che il mio cuore diventi una capanna, anzi, LA capanna per accoglierti il 25 dicembre, fa che mi renda conto che solo l’essenziale ci porta e ci tiene attaccati a te e alla vita vera.

P.S: Vi lascio anche una postilla per ricordarvi che nonostante i miei 34 anni, spero ancora possiate fare qualcosa per i miei genitori, sappiate che non demordo.

P.P.S: sapete che il rompi scatole di sotto ultimamente mi sta massacrando, ecco, mandate voi qualcuno a dargliele di santa ragione? So che Maria in questo ci sa fare.

Grazie per avermi letta e fatemi sapere se riuscite ad accogliere qualche richiesta. Un abbraccio, Cristina.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA STILE DI VITA DI UNA FOLLE DONNA CATTOLICA

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