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Spiritualità
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Non cercate la pace interiore, ma la lotta: quello è costruire la casa sulla roccia

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Di Photobac|Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 05/12/19

A volte pensiamo che la fede porti alla pace interiore, e in un certo senso è vero, ma non perché ci dà tutte le risposte, quanto perché suscita domande, stimola quella lotta interiore che ci ricorda davvero quanto siamo liberi. Liberi di scegliere, liberi di cadere, ma sapendo qual è la Roccia a cui possiamo sempre tornare, quella Casa piccola, forse, ma sicura e ben salda.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».

Matteo 7,21.24-27

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”.

La fede non è una questione di ciò che si dice, che si spiega o che si ragiona. La fede è soprattutto una questione di ciò che si fa, di ciò che si tenta di mettere in pratica, di ciò che si realizza nel pratico la volontà di Dio. È una regola che incontriamo quotidianamente nella nostra storia perché arriva il momento in cui ci accorgiamo che non si può amare mai a parole ma solo con i fatti. Senza i fatti l’amore è una bestemmia. Gesù dice qualcosa di simile pensando proprio alla fede. Essa cambia la vita ed è davvero fede solo quando è tentativo di mettere in pratica e non solo vuote parole da ripetere ad oltranza verso il cielo. Non è tanto importante riuscirci ma è prezioso provarci costantemente, senza mai stancarsi.

“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia”

Ma tutti sappiamo che scavare la roccia non è facile, anzi è estremamente faticoso. Tutti sappiamo quanta fatica c’è nel tentare di vivere ciò che si sa essere giusto. Ma quella fatica è una benedizione perché fonda la nostra vita su qualcosa che la fa mantenere in piedi soprattutto quando le circostanze diventeranno contrarie. Ecco perché la vita spirituale non è la semplice ricerca di una pace interiore, ma è la ricerca di una pace a caro prezzo, di una pace che nasce dalla lotta, dal combattimento, dal sudore di chi si sforza nei fatti di fare la differenza. La vita spirituale non è l’aver trovato una spiegazione rassicurante sulla vita, ma aver sperimentato che ciò che di vero il Vangelo ci insegna è possibile viverlo contro ogni avversità e ostacolo. Se la vita spirituale non ci costasse fatica vorrebbe significare che la nostra libertà non ha mai messo la parte che gli spetta.
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