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#XmasFacts: Jingle bells? È stata scritta per il giorno del ringraziamento

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Quarta puntata di una produzione di Cube Radio dello IUSVE, che uscirà tutti i giorni fino a Natale

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si
radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi
piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli
storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre
giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano
meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani
da sfamare una folla?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

(Mt 15,29-37)

🔊Ascolta qui l’audio della puntata 🔊

Sapevi che Jingle bells è stata scritta per il giorno del ringraziamento?

Il brano fu composto da James Lord Pierpont nel 1857 e venne pubblicato con il titolo One Horse
Open Sleigh. Pierpont fu organista, compositore e arrangiatore della Unitarian Church di
Savannah, in Georgia, dove prestava servizio suo fratello come reverendo di quella chiesa e sposò la figlia del sindaco della città. Prese spunto dalle corse di slitte del diciottesimo secolo e propose
per la prima volta il brano in occasione di un concerto scolastico domenicale per la giornata del
ringraziamento.

Rese grazie

Fare tanto con poco suscita gratitudine. Un piccolo gesto d’amore colora la giornata della persona
a cui teniamo tanto, una parola sincera riempie un’intera stanza di fiducia. Le Scritture cristiane
che preparano al Natale raccontano di un gesto fondamentale che sta alla base di ogni
moltiplicazione dei beni: ringraziare per il dono. La gratitudine racconta che nessuno si basta da
solo, che abbiamo le palpebre spalancate sul mondo per cogliere il bene dell’altro, che anche un
semplice grazie può cambiare il senso di una giornata. E a volte diventa così raro che vien da
chiedermi: posso dirti grazie?

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