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“Flying Angels”, il tour operator della vita. Dona voli aerei per bambini con gravi patologie

FLIGHT
aapsky|Shutterstock
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Le ali degli aerei dell’associazione al servizio di chi deve spiccare il volo verso il viaggio più bello: la vita. 454 biglietti donati nel 2018, quasi 3000 in 7 anni di attività, per trasportare tempestivamente piccoli che necessitano di cure urgenti, a cui non avrebbero accesso nel loro paese.

“Tesoro, hai controllato quanto costa stamattina il volo Roma-Dublino, che sennò ci buttiamo su quello Ancona-Londra che era a 19 euro ieri?”. Ecco come comincia una delle tante giornate di ordinaria organizzazione pre-vacanze a casa mia, una di quelle in cui sguinzaglio il marito-segugio alla ricerca del volo più stracciato del web. Non importa dove si va: basta andare e spendere non più di 29.90 euro a testa. Economy, con le ginocchia in bocca, ma che importa? Due ore e non penso più neanche al teatrino volante che dovrò mettere su per tenere buona la duenne che mi porto sempre dietro e vorrebbe correre la maratona di New York nel corridoio dell’aereo.

Trenta euro: neanche una cena fuori. Persino viaggiare è diventato scontato (in tutti i sensi) da questa parte di mondo.

Come è scontato sapere che qualunque cosa accada, anche in vacanza, potrò portare mia figlia in un qualunque ospedale per ricevere cure, assistenza, trasporti di ogni tipo verso qualunque struttura attrezzata, se necessari. Spesso, invece di soffermarmi su questa fortuna non poi così certa in altre parti di mondo, quando sono in attesa al Pronto Soccorso, l’unica cosa che mi viene da fare è lamentarmi perché si sa quando si entra, ma mai quando si esce. Io però, almeno, ce l’ho la certezza di uscire, di vedere la fine di quell’incubo, di tirare un sospiro di sollievo nel sapere che mia figlia sta bene o, per lo meno, che lì possono aiutarla.

Non è stato lo stesso per i genitori di Youthi, un bimbo romeno di appena quattro giorni, nato con un problema cardiaco, un buco nel cuore, in una zona della Romania senza medici in grado di operarlo nel 2006. 

Nessun volo low cost per lui, neanche in economy, nessun ospedale abbastanza vicino per poterlo salvare con un intervento che, forse, da queste parti, sarebbe quasi routine.

Voli di questo tipo, per permettere a piccoli di zone povere o senza ospedali in grado di aiutarli, di raggiungere la salvezza, non li trovi scontati sul sito della compagnia al risparmio più famosa: hanno cifre a tre zeri e un tempo di decollo talmente veloce che spesso, come per Youthi, non si può aspettare di cercare i fondi necessari sul momento. Il prezzo vero da pagare altrimenti è la vita.

Da questa storia senza lieto fine nasce l’associazione «Flying Angels», che dal 2012 si occupa di garantire trasporti aerei eccezionali per salvare altre piccole vite: Frenki e Daris dall’Albania, Bledar dal Kosovo, Firdaws dall’Iraq, Mario Alessandro dal Venezuela e tanti altri, tutti portati nelle strutture sanitarie d’eccellenza del nostro paese con voli finanziati dai volontari e organizzati da «Flying Angels». 

Danno ai bambini le ali che mancano loro per cominciare il più bel viaggio che possano mai intraprendere: la vita.

Questa realtà va avanti grazie a donazioni spontanee ed è finanziata alla base da una cordata di imprenditori liguri mossi da una sola certezza: quello che per noi è scontato, quello che sarebbe un costo insignificante a confronto della salute dei nostri figli, in altre parti del mondo è un vero lusso e come tale inaccessibile. Il fondatore, Massimo Pollio, ricorda:

Stimiamo che circa 150mila piccoli all’anno muoiano perché non riescono a raggiungere in tempo un ospedale.

E allora i 454 biglietti donati dalla Onlus nel solo anno 2018 sono tanti, tantissimi, ma non abbastanza. Flying Angels è il tour operator della vita, una grande macchina che non è fatta solo di viaggi aerei, ma è organizzata per intervenire tempestivamente e velocizzare al massimo tutto il processo di trasferimento, con la consapevolezza che ogni minuto è prezioso. Visti veloci presso tutte le strutture diplomatiche in cui la Onlus si è accreditata, un comitato scientifico per valutare ogni singolo caso, la garanzia nero su bianco che tutte le spese sanitarie, per interventi e pernottamento anche degli accompagnatori, siano coperte. La priorità spetta a diagnosi di problemi cardiologici, tumori o operazioni che possono evitare la menomazione a vita del bambino. Non si riesce ad arrivare ovunque, non ancora, ma

“In un mondo che diventa sempre più impersonale – dice Pollio – noi pensiamo che dobbiamo intervenire per salvare il singolo”.

E anche il valore di una sola vita in più è inestimabile.

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