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Cercando Madre Teresa (e Dio) a Calcutta

© Túrelio
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Ho bisogno di sapere come ha fatto ad avere tanta fede

Prendetevi qualche minuto durante la settimana per fermarvi in una chiesa e sedervi davanti al tabernacolo semplicemente per stare con Cristo, il Misericordioso. Se non riuscite a farlo, meditate davanti al crocifisso.

La prima volta che ho sentito questo impulso mi sono inginocchiato nella chiesa di Santa Maria di Cracovia durante la Giornata Mondiale della Gioventù. Stavo ancora processando tutto quello che avevo sperimentato in quella settimana quando mi è venuta in mente Madre Teresa. Aveva tanta fede, tanta fiducia, ho pensato… Quando sono uscito dalla chiesa non riuscivo a smettere di pensare all’intensità della sua fede e alle sfide che aveva affrontato. Come si ottiene quel tipo di fede?

Avevo bisogno di saperlo.

Quella domanda ha portato a quella successiva: “Perché non andare a Calcutta e vedere cosa si può imparare da chi la conosceva bene?”

E così è iniziata l’avventura…

Andare in India non significa semplicemente salire su un aereo, sorseggiare un Martini e far mettere il timbro sul passaporto. Servono vaccini e un visto, per non parlare del denaro.

Prima di tutto, però, avevo bisogno di contattare le Missionarie della Carità per vedere se mi avrebbero permesso di unirmi a loro a Calcutta. Pensavo che l’ostacolo maggiore sarebbe stato questo, visto che sembrano preferire la discrezione e la lontananza dai media.

Dopo qualche settimana di corrispondenza hanno accettato di farmi unire a loro. Ero entusiasta! “Dev’essere volontà di Dio”, ho pensato.

Man mano che andavo avanti con la pianificazione del viaggio, però, ho iniziato a trovare un ostacolo dopo l’altro: problemi di visto, problemi economici, problemi con i vaccini… La cosa ha iniziato a sembrare così complicata che mi sono chiesto se fosse davvero volontà di Dio.

Leggi anche: 3 cose che ho imparato sulla fede dall’esperienza di Madre Teresa

E questo mi ha fatto chiedere: come si sa qual è la volontà di Dio su qualcosa? Dov’è la linea tra l’attesa che suoni il telefono e alzarlo per effettuare noi stessi la chiamata? Dove e quando si suppone che dovremmo “lasciar stare”? Quanto lavoro vuole Dio che compiamo, e quand’è che la nostra volontà prevale su quella divina?

Quanto avrei dovuto lottare per quell’obiettivo?

E allora ho pregato… e pregato… e pregato. E alcune cose si sono rivelate.

In primo luogo, è molto più facile essere guidati da Dio quando si sta accanto a Lui. Come un bambino che tiene il padre per mano, quando si è “collegati” non si hanno mai dubbi su dove vada il padre o dove vuole che andiamo. Traduzione: se vogliamo conoscere la volontà di Dio per noi, dobbiamo avere uno stretto rapporto con Lui. Più gli siamo vicini, più le cose diventano chiare.

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