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Squanto, figura centrale nella storia della festa del Ringraziamento, venne battezzato nella Chiesa cattolica

SQUANTO AND PILGRIMS
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Il Wampanoag venne salvato dai Francescani dal traffico di schiavi in Spagna

Squanto, il nativo americano al centro della storia moderna del Giorno del Ringraziamento, venne probabilmente battezzato nella Chiesa cattolica, secondo un esperto di storia dei nativi americani.

Tisquantum (vero nome di Squanto) venne “molto probabilmente battezzato dai Francescani, fu certamente battezzato dagli anglicani e probabilmente non dai puritani, anche se venne riconosciuto da loro come cristiano”, ha scritto in un’e-mail Neal Salisbury, dello Smith College del Massachusetts (Stati Uniti). “I pionieri si riferiscono a lui come a un cristiano, ma non dicono nulla sul fatto che frequentasse la loro chiesa o fosse stato battezzato”.

Salisbury avverte che le fonti storiche “non sono sempre esplicite”, ma in un manoscritto che verrà pubblicato l’anno prossimo fa riferimento ai tanti viaggi di Tisquantum al di qua e al di là dell’Atlantico.

“La maggior parte degli studiosi non indica che, vent’anni prima dell’avvento dei missionari puritani, Tisquantum è stato il primo indiano cristiano del New England”, scrive nel manoscritto, di cui ha inviato una bozza ad Aleteia.

Nato a Patuxet verso il 1590, Tisquantum venne catturato nel 1614 da uno dei soci dell’esploratore inglese John Smith, Thomas Hunt. Hunt portò Tisquantum e due dozzine di altri Wampanoag a Malaga, in Spagna, per venderli come schiavi. Malaga, spiega Salisbury, era stata il centro commerciale dell’emirato musulmano di Granada “finché le forze cattoliche l’avevano conquistata nel 1487 durante la loro ‘riconquista’ della Spagna”.

Quando alcuni frati locali – probabilmente Francescani – seppero che erano stati portati lì da una “terra cristiana”, però, fecero sparire alcuni di loro e li istruirono nella fede cattolica. Salisbury crede che Tisquantum si sia poi spostato nella casa di un commerciante inglese e abbia partecipato ai servizi anglicani.

“Colpì senz’altro sia gli Spagnoli che gli Inglesi per le sue abilità linguistiche, la sua pietà cristiana e l’inclinazione a coltivare stretti rapporti personali”, scrive Salisbury. “È chiaro che colse e usò a suo vantaggio le tante distinzioni di nazionalità, religione, status e potere”.

Salisbury sta lavorando a un libro che esamina la vita di molti nativi ed europei che, come Tisquantum, varcarono i confini culturali che separavano i due popoli.

Da Malaga, Tisquanum venne portato a Londra, spostandosi nella casa di un mercante ricco e influente di nome John Slany. Il nativo americano frequentava probabilmente i servizi anglicani nella chiesa di St. Peter a Cornhill, nella City.

Slany, tesoriere della Newfoundland Company, portò Tisquantum a Newfoundland perché lo aiutasse a spianare la strada per commerciare in quelle terre. Tisquantum seppe che un’epidemia aveva devastato le comunità costiere di nativi del New England, ma anziché vedersi accordato il permesso di andare a vedere come stesse la sua gente venne riportato in Inghilterra. Alla fine, nella primavera del 1619, gli fu permesso di tornare in patria, ma per aiutare a stabilirvi una colonia inglese.

Fu questo Wampanoag, che aveva imparato l’inglese in Inghilterra, che i passeggeri della Mayflower avrebbero incontrato dopo il loro arrivo nel 1620. Solo metà di loro sopravvisse all’inverno, ma nell’autunno 1621 il nuovo insediamento di Plymouth celebrò il suo primo pranzo del “Ringraziamento”.

Quando Tisquantum era ormai sul letto di morte nel 1622, chiese a Bradford “’di pregare perché potesse andare in Paradiso’, e lasciò i suoi possedimenti agli amici inglesi, piuttosto che portarli con sé nella tomba come facevano i Wampanoags”.

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