Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Elsa, la Regina Vergine, svela “il Segreto di Arendelle”. Cioè il nostro

FROZEN II
Disney 2019
Condividi

Difficile dire chi resterà più deluso – se quelli che in Frozen II speravano di trovare “svolte gender-friendly” o quanti temevano di trovarcele –: “Into the Unknown” svela il mistero di una regina così intimamente interpellata da una voce assoluta da trovare l’equilibrio della propria vita – e la propria missione rispetto alla nazione e al mondo – in quell’ineffabile rapporto.

Con la manifestazione dei poteri di Elsa, che domina lo spirito del Fuoco davanti ai northumbri, sorge negli indigeni la giusta domanda: «Perché la Natura avrebbe favorito coi suoi doni una regina di Arendelle?». La constatazione empirica del carisma soprannaturale basta a sospendere il giudizio dei pagani northumbri, fino a quel momento votati alla guerra: per bocca della donna che capeggia il villaggio seminomade, gli indigeni spiegano di essere sempre disposti ad obbedire alla Natura (eppure sono manifestamente incapaci di controllarne gli Spiriti). Elsa capisce che quella tregua è lo spiraglio della pace, ma che per perseguirla deve rispondere fino in fondo al richiamo della voce, e se da principio la Regina pensava di poter/dover dominare gli elementi uno ad uno, ella intuisce poi che la voce la chiama altrove, così fugge dalla sorella per affrontare l’aperto e impetuoso Mare del Nord, dove dovrebbe trovarsi la misteriosa isola/ghiacciaio di Ahtohallan, sorgente del Grande Fiume che – come nelle cartografie medievali – abbraccia e vivifica tutti i continenti.

Leggi anche: La Chiesa in Cambogia tra memoria e riconciliazione

«È l’apoteosi di Feeria», ha commentato brevemente l’amico tolkienista Gabriele Marconi: io non so se lo sia di Feeria (mi pare che vi si serbi una memoria più vasta, e che vi consista un Io personale, buonissimo e sapientissimo), ma di certo si tratta – appunto – di un’apoteosi epica, ossia di un luogo fisico che simboleggia efficacemente Dio. Elsa vi vive un’avventura che riguarda soltanto lei, e la regia della Lee nutre questo segmento del film con prove di balletto che s’inseriscono alla perfezione nella sceneggiatura (c’è mestiere da vendere sotto tutti i profili della settima Musa): l’addentrarsi della Regina nel ghiacciaio, sempre più onirico, riecheggia le esperienze descritte ne Il Castello Interiore di Teresa d’Avila, e una volta che Elsa giunge “nella Settima Dimora” le si manifesta appieno la verità, che non è una mera nozione ma l’adempimento della vocazione, Mistero e Destino insieme (“Show yourself” smisurata preghiera). I propri, quelli della sua casata e quelli del suo popolo; ma ora il suo carisma è tutto speso nell’esperienza mistica, dunque è la simbiosi sororale a comunicare il cuore dell’esperienza veritativa ad Anna, che è rimasta sulla terraferma ma capisce «la cosa giusta da fare» per riportare la pace tra i popoli e, sanando nella riconciliazione la memoria degli uomini, per ristabilire l’equilibrio cosmico degli Elementi. Una visione potente e olistica, dove lo spirito e la carne, la contemplazione e l’azione, l’uomo e la natura, il creato e il divino si richiamano continuamente – pur senza confondersi – come due facce di una moneta che si faccia roteare su un piano.

Leggi anche: «Show YourSelf»: Elsa nel Castello Interiore

FROZEN II
Disney 2019

Pagine: 1 2 3 4

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni