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Cos’ha a che vedere la psicologia positiva con la mia vita cristiana?

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WAYHOME studio - Shutterstock
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Cercando la comunione

Propongo che anziché cadere in un atteggiamento meramente critico, in base al quale tutte le proposte attuali ci allontanano sempre più dalla fede, cerchiamo di trovare questi punti di incontro e di riscattare ciò che hanno di positivo, per mostrare che la nostra fede in Cristo è un cammino che cerca la felicità, che anziché reprimerci punta alla libertà, che conosce i desideri e le inquietudini più profondi dell’essere umano.

Ovviamente non dobbiamo essere ingenui o cadere in un entusiasmo infantile, pensando che ciò che accade attualmente sia una sorta di anticamera che sta “preparando il terreno” perché sia magari più facile aprirsi alle verità della nostra fede.

Concludo con una delle affermazioni finali della dottoressa Santos. Le culture e le religioni che alcuni decenni fa si vivevano con un’intensità molto maggiore aiutavano a far sì che le persone avessero atteggiamenti molto più positivi nei confronti della felicità. Una vita religiosa si oppone al fatto di cadere negli egoismi, chiedendoci piuttosto di avere quell’atteggiamento caritatevole che è il comandamento principale che ci insegna Gesù Cristo, nostro Signore.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

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