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Cripto-cristianesimo: la lunga storia della fede nascosta

hand rosary
Di Maria Marganingsih - Shutterstock
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I seguaci di Gesù non sono sempre stati in gradi di praticare la loro fede apertamente, ma l’hanno conservata

Sabato sera si è svolto un servizio di preghiera per i cristiani che vengono perseguitati nel mondo per la loro fede. Il servizio ha avuto luogo nella basilica del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione di Washington, D.C., ma non nella grande chiesa superiore, che può ospitare migliaia di persone, ma nella piccola cripta sotterranea.

La sede era appropriata. Per alcuni, la parola “cripta” ha connotazioni inquietanti: un luogo nascosto e oscuro, che spesso contiene le ossa di persone morte da molto tempo.

“Cripto” è usato per indicare cose nascoste, e “cripto-cristiani” è un termine diventato corrente, riferito ai seguaci di Cristo che per un motivo o per l’altro devono nascondere la loro fede a tutti coloro che non condividono la loro fede.

Il gruppo che ha tenuto il servizio di preghiera di sabato, Aiuto alla Chiesa che Soffre, è sorto sulla scia della II Guerra Mondiale per assistere i rifugiati in Europa. Il suo lavoro si è poi esteso per assistere i “cripto-cristiani” in tutto il mondo.

Il concetto di cripto-cristianesimo ha una lunga storia. Si potrebbe quasi dire che esiste fin dall’inizio, visto che Gesù ha detto spesso ai suoi discepoli e a coloro che guariva di tenere segreti i miracoli che aveva compiuto. Fino a Pentecoste gli apostoli mantenevano un basso profilo, temendo di fare la stessa fine di Gesù.

Come ha sottolineato lo storico Philip Jenkins, non è facile studiare i cripto-cristiani, perché la natura stessa della loro esistenza è nascosta. “In teoria, i credenti nascosti dovrebbero essere immuni agli studi, visto che non dovrebbero emergere mai; le persone che possono essere studiate sono solo quelle meno discrete”, ha scritto in un articolo di Christian Century.

Possiamo essere però piuttosto certi del fatto che da qualche parte del mondo esistono ancora oggi, in Paesi dominati da regimi atei o da religioni ostili al cristianesimo.

Ecco una breve rassegna della storia del cripto-cristianesimo:

Impero Romano. Alan Schreck, autore di The Compact History of the Catholic Church, afferma che il governo romano inizialmente ignorò i cristiani, anche perché appartenevano principalmente alle classi sociali più basse e includevano molte donne e numerosi schiavi. Nel 64 d.C., però, l’imperatore Nerone li incolpò di un grande incendio a Roma. “I cristiani seppellivano i loro morti, pregavano e a volte si nascondevano nelle catacombe (cripte funerarie sotterranee) di Roma durante quelle prime persecuzioni”, scrive.

Il termine “catacomba” sarebbe stato applicato anche in futuro ai cripto-cristiani, anche se i loro luoghi di adorazione non erano cripte sotterranee.

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